sabato, 12 maggio 2007

 

 

Un’amica richiede l’aiuto di tutti noi: sta scrivendo una tesi per l'università sull'argomento piedi, un mix tra antropologia, arti visive (pittura, fotografia, cinema, …) e sociologia.

 

 

  

Abbiamo bisogno di riferimenti storici, antropologici, cinematografici e fotografici, libri, film, siti, testi musicali, riferimenti visivi e quant'altro vi viene in mente sull'argomento.

Lo schema di partenza della tesina è quello che segue, sta a noi aiutarla a crescere e riempirla di notizie, informazioni, nozioni: 



1)Piedi- breve introduzione

2)I piedi: riferimenti psicologici

3)I piedi nei secoli

     -la nostra cultura

     -la religione

     -le altre culture ( cinese e indiana)

4)i piedi nell’arte:

     -pittura e scultura

     -fotografia

     -cinema

5)il piede e l’erotismo

6)i piedi: il feticismo

     -al maschile: il piede come oggetto di desiderio sessuale

     -al femminile: le scarpe, l’estetica e la cura dei piedi

 

A chiunque lascerà un commento con delle informazioni nuove, quindi informazioni non ancora postate da altri, e di cui mi sarà possibile identificare l’indirizzo mail, avrà in regalo una fotografia dei miei piedi in formato gigante che gli sarà spedita attraverso la posta elettronica.

 

 

 

Ringrazio in anticipo tutti coloro che ci daranno una mano, so che non mi deluderete!

 
postato da: mattaxisandali alle ore 22:12 | Permalink | commenti (29)
categoria:storia e geografia, fetish news, tesi universitaria
domenica, 25 marzo 2007

Ovviamente il nostro occhio cade, più che sugli abiti, sulle calzature.

Il plateau, la piccola zeppa di ispirazione retrò, ci ha provato a spodestare i tacchi a spillo nella passata stagione 2006/2007 ma il sorpasso non è andato a buon fine.

Stagione Invernale 2007/2008: tornano i tacchi a spillo. Era ora.

 

Sull’onda dell’entusiasmo per questa meravigliosa notizia, ho pensato di omaggiare l’invenzione dei tacchi con un post tutto dedicato.

 

L’invenzione dei tacchi è relativamente recente, risale al XVII ed è da attribuirsi agli artigiani veneziani. Al contrario di quanto si possa immaginare, partirono subito con altezze vertiginose che si videro poi costretti a ridimensionare per la scomodità e la pericolosità nel loro utilizzo. Un modello chiamato Zoccolo era caratterizzato dall'avere, sotto la suola, due pilastri di circa 20 cm. che rendevano quasi impossibile la camminata tanto che le signore si aiutavano con due bastoni.

Un atto del parlamento inglese risalente al 1.670 recita: " Sia deliberato che ogni donna di qualsiasi età, rango, professione o condizione sociale, anche se donzella o vedova, che inganni e tradisca da sposata un suddito maschio di Sua Maestà, con profumi, belletti, cosmetici, lozioni, denti e capelli finti, busti, guardinfanti, scarpe con il tacco alto e fianchi rialzati con cuscinetti, potrebbe incorrere nelle penalità di legge in vigore contro la stregoneria, la magia e simili reati ed il matrimonio, se fosse accertata la colpevolezza, potrebbe essere dichiarato nullo e non valido."

 

Oggi ne esistono numerosi modelli la cui scelta dev’essere ragionata in funzione delle nostre abitudini, delle situazioni, della nostra capacità di indossarli, del nostro aspetto fisico, dall’abbigliamento e della nostra età. Nulla dev’essere lasciato al caso.

 

Piccolo glossario:

 

TACCO INGLESE

 

Forma: semicilindrica verso il tallone e concava all’interno.

Materiale: cuoio o legno

Altezza: 1/2 cm

Notizie storiche: probabilmente il nome ha origine dal fatto che in Inghilterra fossero bandite le scarpe alte.

Scarpe: tipicamente usato su scarpe di taglio maschile come mocassini stringati e non

Consigli di stile: adatto ad un abbigliamento molto asciutto, soprattutto di taglio classico e maschile, carino anche sui jeans a patto che il resto dell’abbigliamento non sia esageratamente sportivo (mai mocassino, jeans e felpa!).

 

TACCO CUBANO

 

Forma: semicilindrica, inclinata verso l’interno dal tallone a terra.

Materiale: cuoio o rivestito in cuoio

Altezza: 4/6 cm

Notizie storiche: nato come valido appoggio per i tipici balli latino-americani

Scarpe: linee semplici, da ballo, robuste

Consigli di stile: dato che non sono particolarmente eleganti ma hanno una funzione legata alla comodità, da utilizzare nelle sale da ballo.

 

TACCO A CAMPANA

 

Forma: svasata, a pianta larga e semicilindrica

Materiale: legno o plastica

Altezza: max 7 cm

Notizie storiche: anni ‘70

Scarpe: linee semplici, da ballo, robuste

Consigli di stile: non adatto alla sera perché piuttosto pesante, adatto ad abbigliamento casual, meglio se indossato da signore non più giovani

 

TACCO A ROCCHETTO

 

Forma: svasata, appoggio inferiore (di forma semicilindrica o trapezoidale) ridotto e comunque più piccolo rispetto a quello superiore

Materiale: legno o plastica                    

Altezza: 2/4 cm (negli anni ’60 si diffusero altezze fino a 11 cm)

Notizie storiche: in Francia, nei secoli XIV/XV, nacque la moda dei tacchi rossi (talons rouges) usati dai nobili come segno distintivo del loro stato; durante il regno di Luigi XIV i tacchi avevano incise o dipinte scene romantiche o agresti.

Scarpe: adatto a calzature originali, di ogni foggia e colore

Consigli di stile: li vedo adatti di giorno con un abbigliamento estroso e colorato

 

TACCO A CONO

 

Forma: a cono rovesciato con inclinazione più pronunciata posteriormente, forma un angolo quasi retto con la suola

Materiale: legno o plastica                    

Altezza: 8/10 cm

Notizie storiche: anni ’80, stanno tornando in auge con la moda di recente ispirazione ai mitici eighties

Scarpe: adattissimo alle classiche décolletées, magari di colori accesi come in quegli anni.

Consigli di stile: di giorno o di sera con calze coprenti o senza calze con i leggins.

 

TACCO A PIOMBO

 

Forma: a sezione quasi rettangolare o a semicerchio, lati perpendicolari al terreno

Materiale: legno o plastica solitamente rivestita dello stesso materiale della scarpa

Altezza: 8/10 cm

Notizie storiche: non rilevate

Scarpe: adatto a scarpe a punta quadrata, di materiali particolari (camoscio, cocco…) e spesso con fibbia decorativa sulla punta

Consigli di stile: comoda alternativa al tacco a spillo portato per molte ore durante il giorno dato l’appoggio maggiormente esteso (nell’ordine dei 4 cm quadrati).

 

 

TACCO ITALIANO

 

Forma: a cono rovesciato ma di forma più sottile del tacco a cono e più robusto del tacco a spillo, con una base d’appoggio tonda del diametro di circa 1 cm

Materiale: legno o plastica                    

Altezza: 7/8 cm (anche se può raggiungere le altezze di 10/11 cm come il tacco a spillo)

Notizie storiche: inventato dopo la Seconda Guerra Mondiale, preferito dalle donne italiane, permetteva loro di far rinascere la loro femminilità mortificata negli anni della guerra

Scarpe: adatto a scarpe classiche.

Consigli di stile: spesso scambiato per il tacco a spillo, ideale per essere indossato tutto il giorno perché più comodo.

 

TACCO LUIGI XV

 

Forma: inclinato in avanti, ha una gola incavata e coperta da un prolungamento verso la suola (la coda)

Materiale: legno o plastica                    

Altezza: max 9 cm (se fosse più alto la forma particolare lo farebbe spezzare facilmente)

Notizie storiche: in auge a cavallo degli anni 50/60, probabilmente ispirato ai tacchi utilizzati alla corte francese dato il nome dal preciso riferimento storico.

Scarpe: adatto a scarpe dal gusto retrò, come se ne sono viste nelle sfilate primaverili del 2007

Consigli di stile: spesso scambiato per il tacco a spillo, ideale per essere indossato tutto il giorno perché più comodo.

 

TACCO A SPILLO

 

Forma: sottile, affilato verso il basso e terminante con una superficie di appoggio molto piccola, in genere arrotondato posteriormente

Materiale: legno, plastica, metallo

Altezza: 9 cm (può raggiungere 12/13 cm)

Notizie storiche: sempre molto apprezzato, ha avuto un periodo di crisi, se così possiamo definirlo, soltanto negli anni del femminismo radicale (1970/1975), in cui la femminilità è stata messa al bando insieme ai reggiseni

Scarpe: adatto a tutti i tipi di scarpe, esalta la femminilità come nessun altro accessorio sa fare.

Consigli di stile: inutile dire che è il mio preferito, il perbenismo classico lo vorrebbe solo per serate speciali e particolarmente eleganti, personalmente lo uso tutti i giorni con ogni tipo di abbigliamento, avendo cura di abbinare il modello di scarpa adatto. Attenzione all’allenamento! Se non siete abituate a portarlo non esagerate con le ore altrimenti rischierete di odiarlo.

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NE APPROFITTO PER RICORDARVI L'APPUNTAMENTO DEL 31 MARZO SU SKY, ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE!!!

postato da: mattaxisandali alle ore 21:34 | Permalink | commenti (4)
categoria:storia e geografia
sabato, 28 ottobre 2006

(La foto sopra è tratta da akiraweb foto erotiche d'epoca)

I piedi da sempre hanno avuto un ruolo primario nell'immaginario erotico feticista (nonché un ruolo primario nella vita di Sara). Vorrei provare a ripercorrerne la storia nei secoli.

Innanzitutto la parola feticismo trae origine dal termine feticcio che deriva dal portoghese feitiço (in latino factitius, "artificiale, fittizio"): nel XVIII secolo veniva usato dai mercanti di schiavi per definire le reliquie religiose africane che secondo le credenze animiste del luogo erano dotate di proprietà magiche.
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Binet (psicologo francese del XIX secolo) trasferisce il termine feticismo in ambito sessuologico per descrivere l'attrazione sessuale diretta a una parte specifica del corpo o ad un oggetto; qualsiasi cosa, anche ciò che non è abitualmente ritenuto oggetto di piacere, può diventare culto da venerare. Binet individua tre fasi dell’evoluzione del feticista: una attiva, in cui deve possedere il feticcio, cui segue una passiva, in cui chiede di usarlo su di lui, per terminare in una contemplativa, nella quale trae piacere dall'osservare la propria collezione di feticci (io, visto il blog, devo essere allo stadio terminale…)
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Anche Freud, padre della psicanalisi, si dedica al fenomeno affermando che un certo grado di feticismo fa parte della sessualità di ognuno, ma può diventare perversione quando il feticcio si sostituisce alla mèta normale e diventa unico oggetto sessuale: così il culto diventa ossessione maniacale (e di manie una “mattaxisandali” ne sa qualcosa!).
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Stekel afferma, addirittura, che alla base del feticismo esistono una repulsione e una componente sessuofobica: il timore per il coito fa privilegiare una parte per sostituire il tutto ed avere protezione (NDR: contenti noi, contenti tutti!). Si sostiene che il feticismo sia una componente prevalentemente maschile, ma anche le donne non ne sono esenti (nevvero?!).
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Parlando di feticismo del piede la storia è lunga e ricchissima di sfumature: il piede nudo adornato dalle catene, ad esempio, esercita da sempre un fortissimo richiamo erotico; l'associazione tra la catena e la schiavitù è assai chiara e ancora oggi le cavigliere sono uno degli ornamenti decorativi più apprezzati dai cultori del piede.
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L'Asia, rispetto all'Europa, in questo ambito ha una predilezione speciale, basti pensare alle donne cinesi e alle geishe: i loro piedi venivano fasciati per impedirne la crescita e per renderli piccoli e aggraziati, usanza che risale a tempi lontanissimi, introdotta in modo stabile a corte dal X secolo, che esprime simbolicamente la soggezione della donna ma anche l'appartenenza a un'elevata classe sociale (la donna con piedi grandi apparteneva sicuramente a una classe povera perchè doveva lavorare accanto al marito e non poteva permettersi la fasciatura del piede); dagli anni 20 questa usanza declina e scompare ma il piede rimane un oggetto erotico e simbolico di forte impatto nell'immaginario comune.
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Nella cultura berbera sono invece note le decorazioni dei piedi con l'henne: foglie, labirinti di linee concentriche, figure che erano simboli magici o di iniziazione che le donne si facevano su diverse parti del corpo e anche sui piedi, usanza che continua ancora oggi e che è stata esportata anche in Occidente, spogliata dei suoi significati ancestrali e ora utilizzata dalle per abbellire caviglia, dita e collo del piede.
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Secolo dopo secolo il fascino del piede è rimasto immutato, simbolo sensuale e sessuale, nudo o su tacchi a spillo, velato con calze o inguainato in stivali in pelle, con unghie smaltate o decorato da anellini e cavigliere, stretto da corde o libero per solleticare il corpo del partner: la rete fornisce ai cultori una vasta scelta e gli appassionati possono spaziare dai più comuni ai più particolari feticci che riguardano questa parte del corpo così venerata per la sua grazia e per il suo forte richiamo erotico (nel caso specifico il blog di Sara raccoglierà tutto questo e molto di più, quindi non stancatevi di me e saprò ricompensare la vostra fedele pazienza. Per tutti coloro che preferiscono sedersi su una panchina e osservare i piedi delle donne che passeggiano in centro e soffermarsi su quelli più femminili e aggraziati, si apre sul blog una raccolta di firme per l’implementazione delle panchine nei luoghi di maggior passaggio della superficie urbana…)
postato da: mattaxisandali alle ore 00:23 | Permalink | commenti (11)
categoria:storia e geografia