
ORIGINE: Inventate dalla casa francese Dim (la stessa che ha inventato Wonderbra)
ANNO DI NASCITA: 1986 (Giro d'affari 318 milioni di euro nel 2005, quando si vendettero oltre 4 milioni di autoreggenti)
NOME DI NASCITA: Dim Up
CARATTERISTICHE SALIENTI: comode, prima di tutto, dalla loro nascita sono diventate il simbolo dell’eros femminile al posto del fastidioso collant (faticoso per gli uomini e costrittivo per le donne). Sono tubicini leggeri, con filato semplice oppure ricamato, che si fermano astutamente dove la coscia mostra tutto il suo carnoso orgoglio, sorrette da una banda elastica in silicone nascosta da una balza anch’essa lavorata con pizzi e trine o liscia.
MATERIALI: nylon, microfibra, lycra, lana misto elastico
COLORE: le più classiche sono nere ma esistono di ogni colore immaginabile, da quando le donne hanno preso l’abitudine di indossarle anche sotto l’abito da sposa sono bianche o avorio, la moda le ha condotte ogni anno verso il colore predominante della stagione e verso il disegno in tema con i tagli degli abiti.
FOGGIA: ne esistono infiniti modelli, lisci, in pizzo, con disegni, a rete, con la riga (di aspetto un po’ retrò), con o senza accessori e applicazioni.
ACCESSORI: ne esistono con fiocchetti e lacci ad esaltarne la civetteria, con piume, strass e pailettes a confermarne la sensualità
COME HA DECISO DI FESTEGGIARE IL SUO 20° COMPLEANNO: con un evento speciale a Parigi. Con lo slogan Riscoprite le vostre gambe, la Dim ha deciso di promuovere il marchio e il capo di lingerie con dei cofanetti dorati e argentati distribuiti nella Galerie Lafayette.
UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE: se non fossero state inventate difficilmente potrei portare gonne durante l’inverno perché i collant proprio non li “reggo”!
AUTOREGGENTI VS REGGICALZE: “Come se le femmine dell'ancien régime, generosissime col seno, tornassero da noi con un tesoro sotto la gonna, una parziale nudità che non è uno stop all'eccitamento ma una gioiosa riflessione ormonale prima di avventurarsi più in alto, là dove il pittore Gustave Courbet collocava l'«origine du monde». Sapore d'antico perché la Dim up ricorda il reggicalze (eh, la Sophia Loren di Ieri, oggi e domani!) che aveva l'involontario pregio di non coprire tutta la gamba. Ma quel capo che ricorda la guerra e il dopoguerra aveva i suoi svantaggi estetici: le calze erano tenute su da bottoncini che, intravedendosi sotto la gonna, parevano due capezzoli in zone errate.” (Panorama)
Su quest’ultimo punto il mio parere personale è che nonostante la scomodità rappresentata dall’intrico di elastici e bottoncini caratteristica del reggicalze, il reggicalze resti un indumento di grande seduzione proprio per questa sua “visibilità” che per un occhio attento si trasforma in invito, anche la scomodità è una caratteristica irrinunciabile in qualche occasione, ad ogni passo quell’elastico che si tende “tagliando” la pelle dei glutei è un continuo “ricordarci” che siamo donne portatrici di sensualità ed erotismo, chi ha mai indossato calze e reggicalze non potrà che confermarlo, ci si sente Donne con la D maiuscola ed osservate come se chiunque potesse vedere cosa c’è sotto la gonna.
GLI UOMINI COSA DICONO, AUTOREGGENTI O COLLANT? Si attendono commenti...







