sabato, 08 marzo 2008

Mi arrivano spesso mail in cui mi si chiede come si possono portare tacchi alti senza rischiare le caviglie e senza avere due prosciutti al posto dei piedi a fine giornata, soprattutto per chi è abituata alle scarpe da ginnastica o alle ballerine. Anche se potreste pensare, non sono nata su un paio di stiletti da 13 centimentri. E non c'è nemmeno la pozione magica di cenerentola che dalle ciabatte di pezza le ha fatto indossare addirittura un paio di scarpine di cristallo (detto tra noi non riesco ad immaginare nulla di più scomodo per i piedi).
Provate però a immaginare la sensazione di innalzarsi su un piedistallo che distende la gamba, la rende più affusolata, inarca il piede in una posizione sensuale e vi permette di guardare il mondo da qualche centimetro più su. È una sensazione a cui nemmeno alcuni uomini riescono a resistere… ci sono uomini, eterosessuali, che si comprano scarpe con tacchi vertiginosi solo per il piacere di indossarle in casa, magari soli o con la loro compagna. Non mi stupisce, io se fossi un uomo farei lo stesso, il tacco ha su di me un effetto magico.

Per ogni donna arriva il giorno in cui si desidera indossare almeno per quell'occasione speciale un bel paio di tacchi e sentirsi leggiadra e irresistibile, ma non ci si improvvisa supertramper!

Proviamo a diventare uno di quegli esemplari di femmina molto apprezzati dagli uomini che si muovono con perfetta disinvoltura fra stiletti e spilli dalla mattina presto fino al calar della notte?

Come per quasi tutto, è una questione di esercizio, le nonne insegnano (e in quanto a stile ne sapevano certo più di noi). Iniziamo per gradi:

1. Non partite con il tacco 10, è l’obiettivo finale. Meglio un 7 da indossare in casa per qualche settimana, preferite una scarpa chiusa, i sandali danno la sensazione di avvolgere meno il piede e vi sentirete più insicure. Questi della foto sono di Caovilla, sarebbero perfetti! Ragionate al contrario del solito: una volta a casa, smesse le scarpe che avete indossato tutto il giorno, indossate un bel paio di scarpe scomode! Non per l’intera serata, ma gradualmente vi dovrete abituare all’idea che ciò che prima era scomodo, inizia a diventare naturale. Quando vi sarete abituate passate ad un tacco più alto, ma sempre in casa.
2. Fondamentale, anche se vi sembrerà che non c’entri, una perfetta pedicure. I piedi secchi, pieni di calli e duroni, oltre a non essere per nulla attraenti fanno male. La pelle dura non accompagna il piede nei movimenti e non ammortizza l’impatto con il terreno. Quindi piedi sempre curati e supermorbidi. In proposito leggetevi il mio post di inizio inverno sulla cura dei piedi.
3. Per affrontare la prima uscita con i tacchi, usate le scarpe con il tacco 7, vi serviranno per acquistare un po’ di sicurezza prima di affrontare la vera sfida. È necessario che le abbiate utilizzate per parecchio tempo in modo che abbiano preso la forma dei vostri piedi e che non vi causino altri problemi legati non al tacco ma alla scarpa nuova. Considerate l'idea di portarvi un paio di scarpe di ricambio per i casi più estremi, se proprio non ce la fate ad andare avanti o avete a che fare con qualche imprevisto, non vi rovinerete la serata.
4. Anche nella tipologia di uscite ci vuole gradualità: le prime volte che indossate i tacchi scegliete delle uscite brevi, tipo casa-auto-ristorante-auto-casa. Da evitare le lunghe passeggiate in centro e i parcheggi a 1 km dal ristorante o dal cinema. Pian piano allungherete il tragitto. Se non volete veder sbuffare il vostro compagno cercate la complicità di un’amica per il vostro allenamento.
5. Cercate di evitare ogni terreno sconnesso o scivoloso e fate sempre attenzione a dove mettete i piedi. Non camminate guardandovi i piedi ma buttate sempre un occhio 3 metri avanti a voi, sarete in grado di prevenire eventuali piccole imperfezioni del terreno che normalmente non vi creano nessun problema ma con i tacchi sono fastidiose e rischiano di farvi prendere una bella storta. Quindi attenzione ai sampietrini, alla ghiaia, agli scivoli per le auto davanti ai portoni, al ghiaccio d’inverno e all’acqua sul porfido d’estate. Nel salire le scale tutta la scarpa deve essere piantata sul gradino, mentre in discesa poggiare la suola e poi il tacco.

E ora passiamo ai fatti:

Appoggiate sempre prima il tacco e poi il resto della suola
• Tenete le dita dei piedi più distese possibile
• Bilanciatevi con le braccia
• Tenete le gambe unite, parallele e ben dritte
• Fate passi piccoli e regolari


Dopo qualche settimana di uscite ad altezza 7 potete provare con scarpe tacco 10, sempre con molta attenzione e dopo averle usate un po’ in casa per ammorbidirle. I sandali sono il passo successivo ma con la stessa gradualità dei tacchi. Ci sono comunque sandali che io stessa uso solo per tragitti casa-auto-ristorante-auto-casa, bellissimi ma non adatti alle passeggiate in centro. Bisogna saper scegliere la calzatura giusta per l’occasione, questa è una regola che vale sempre.

Un anno di costante e severo allenamento e sarete pronte ad affrontare la quotidianità su un paio di Manolo Blahnik da 10, o addirittura un paio di Roger Vivier da 12. WOW!

E se proprio non ce la fate c'è sempre una soluzione B: le scarpe della foto, che con un semplice scatto si trasformano da alte a basse...



Se volete leggervi un libro sull’argomento cercate “How to walk in high heels?” (Sperling & Kupfer), di Camilla Morton, una scrittrice inglese che al problema del tacco ha dedicato più di qualche pagina, la prefazione è scritta da John Galliano.

Oppure “Assolutamente Glam” (Sperling & Kupfer), in cui Cinzia Felicetti riserva allo stiletto un posto speciale fra i magnifici 10 del guardaroba femminile.

postato da: mattaxisandali alle ore 18:56 | Permalink | commenti (10)
categoria:feet fetish and the city, fetish news, lezioni per lei
domenica, 03 dicembre 2006

Ricevo molte, moltissime, anzi… troppe critiche su come il genere femminile trascuri non solo l’aspetto estetico dei piedi ma anche i dettagli comportamentali ad essi legati, privi di qualsivoglia femminilità.
... questo è un lavoro per mattaxisandali!
Iniziamo con l’identificare i passaggi e la metodologia d’esecuzione di un’azione che pare semplice come quella di togliersi scarpe e calze.
Abbiamo già espresso il concetto per il quale la nudità del piede rappresenta la nudità fisica della nostra persona (per un Feticista del piede), dunque evitiamo di compromettere il nostro fascino con una scena sgraziata e rude come se fossimo giocatori di rugby in uno spogliatoio mentre si tolgono scarpette chiodate e calzettoni di spugna.
Non dico di prodigarsi in patetiche e ridicole sceneggiate da film (a meno che siate effettivamente in grado di sostenerle), ma quantomeno proponiamoci di rispettare un minimo di coordinazione e stile!
Veniamo a noi.

LUOGO: privato ma non scontato (salotto, corridoio, camera d‘albergo, ...)
TECNICA: Streap tease di scarpe e calze.
POSTURA: seduti composti possibilmente su una sedia rigida e non su una poltroncina.
ATTEGGIAMENTO: noncuranza, velatamente ammiccante, provocante, sexy, ...
STRUMENTI: abbigliamento consigliato è una gonna o abito in modo da poter utilizzare autoreggenti o calze e reggicalze e un bel paio di scarpe con il tacco alto. Una sedia rigida (per noi) e una sedia comoda o poltroncina (per il nostro osservatore).

MODALITÀ DI ESECUZIONE: Posizionate le due sedie una di fronte all’altra. Inizialmente tenere ginocchia e caviglie aderenti, i polpacci sono paralleli uno all’altro, busto eretto (attenzione a non apparire imbalsamati, l’effetto deve essere di eleganza e semi austerità).
Accavallare lentamente una gamba sull’altra avendo cura di sfiorare quasi le caviglie tra loro nel farlo, evitare movimenti troppo ampi che per caratteristica potrebbero trascendere nel volgare.
La gamba accavallata deve stare aderente all’altra, cosce serrate e polpacci incollati, con il piede sospeso poco lontano dal pavimento, evitare assolutamente l’accavallamento con caviglia che appoggia sul ginocchio (anche se indossate un paio di pantaloni). Piegare il busto leggermente in avanti per facilitare l’accesso ai nostri piedi.

Passaggio fondamentale: utilizzando la mano opposta al piede sospeso (cioè se il piede sospeso è il destro utilizzeremo la mano sinistra, e viceversa) avviciniamoci alla scarpa impugnando precisamente il tallone e parte del tacco, contemporaneamente flettiamo la punta del piede verso l’alto. Con continuità evitando scatti sgraziati, flettere nuovamente il piede, questa volta in avanti (posizione punta tesa) e portare avanti la scarpa spingendola dal tallone/tacco, sfilando la scarpa sinuosa eleganza, con altrettanta delicatezza appoggiare la scarpa a terra poco lontano da noi. Dettaglio: una volta sfilata la scarpa accenniamo ad uno sgranchimento delle dita evitando accuratamente però ancora una volta movimenti ampi ed eccessivi, limitatevi a sovrapporre, per esempio, l’alluce al secondo dito e stringerlo leggermente (il movimento delle dita dei piedi, in particolare dell’alluce, ha una valenza decisamente erotica per il Feticista ... vedi trattati di Sigmund Freud info).

Invertire lentamente l’accavallamento delle gambe ed eseguire con l’altra scarpa le operazioni sopra descritte. Ora le calze!

Torniamo nella posizione iniziale ovvero seduta con gambe aderenti (cosce, ginocchia, polpacci e caviglie che si toccano) e perpendicolari al pavimento e non accavallate. Facendo in modo che la punta del piede poggi sempre al pavimento, solleviamo esclusivamente il tallone. In questo modo anche la parte retrostante della coscia, si solleverà parzialmente dalla seduta, facilitandoci l’abbassamento dell’autoreggente fino alla caviglia. Siate decise in questo passaggio, non ricercate un’esasperata lentezza, rischiereste di apparire troppo costruite e artificiali.

Esitate solo sul gran finale: con la calza alla caviglia accavallare nuovamente le gambe rispettando la metodologia utilizzata per le scarpe con la sola differenza che – evidentemente - dovremo infilare le dita dentro la calza e sfilarla noi partendo dal tallone e indugiando qualche istante sulla punta facendo uscire un dito alla volta (un consiglio: lasciate l’alluce per ultimo, chi ama le dita dei piedi ama in particolar modo l’alluce e le sue proporzioni).

Rimandiamo ad altra sede la tecnica di streap delle calze procedendo dalla punta anziché dal tallone ... un passo alla volta!.

(clicca il calendario mattaxisandali2007)

postato da: mattaxisandali alle ore 17:43 | Permalink | commenti (13)
categoria:feet fetish and the city, lezioni per lei