domenica, 01 aprile 2007

Gli cammino intorno in una sorta di spirale che mi porta sempre più vicino a lui, fino al contatto fisico, fino a quando possa assaporare il gelido tacco sulle cosce ormai piegate nella stessa posizione da una mezz’ora abbondante.

Quel freddo è un piccolo ristoro per l’accaldato attendere, prima che inizi il viaggio sulla sua carne.

Gli do istruzioni per farlo distendere pancia sopra. Non sarà certo il poco confort dei polsi dietro la schiena a distoglierlo dal piacere che prova … semmai si sommerà in un piacere più grande.

Gli tolgo la benda. Ora deve vedere.

La posizione fisica dei corpi sembra esprimere ruoli ben definiti ma la nostra complicità non segue  canoni comuni, è dettata da una profonda, profondissima intesa che va ben oltre.

Inizio a testare la sensibilità dei suoi muscoli col peso del mio passo. Sposto il carico dalla gamba di appoggio a terra a quella che lo calpesta con estrema gradualità e prolungandone la durata. Scelgo con cura i punti del suo corpo, li catalogo mentalmente in funzione delle sue reazioni nonostante il suo tentato occultamento delle espressioni del viso. Su di esso, piacere e dolore, non si distinguono … in realtà è tutto piacere.

Ci conosciamo troppo bene per superare il limite della sicurezza e del rispetto, e questo rende tutto molto più gradevole ed eccitante.

Spingo con insistenza sprofondando in lui fino a che il gommino di protezione del tacco “scompare”, e dopo una serie di metti/togli ottengo un effetto pois sulla sua pelle particolarmente fantasioso. Insinuando un piede tra le sue gambe lo induco ad aprirle quel tanto che basta per avere migliore acceso alle sue parti intime, a cui riservo delicati tocchi. Poi appoggio ancora il piede su di lui e con fare da equilibrista circense mi sfilo la scarpa depositandola sul suo ventre perfettamente dritta. 

Dovrà impegnarsi a non farla cadere trattenendo i sussulti.

Striscio la punta del piede lungo l’addome … il torace … il collo … e con abilità mi approprio della calza che tiene in bocca per estrarla e adagiarla sul suo petto. Alcuni rigoli di saliva riflettono la tenue luce dell’alogena. 

Il suo deglutire tradisce un’attenta gustazione del mio sapore rimasto in bocca.

La sua esplicita eccitazione accende la mia, se mai ce ne fosse stato bisogno, e a quel punto anch’io, come il maschio, intuisco “l’inutilità” dei preliminari, per cedere ad istinti decisamente più animaleschi.

Lo sovrasto dall’alto a gambe aperte per qualche istante ancora … la notte è appena iniziata e il nostro desiderio ci garantisce l’autonomia necessaria per portare a termine un altro lungo viaggio.

 

FINE

postato da: mattaxisandali alle ore 21:25 | Permalink | commenti (3)
categoria:racconti, lezioni di coppia
giovedì, 29 marzo 2007

Scarpa nera, a punta, tacco 10 in metallo cromato.

Gli sto appoggiando una mano sul capo dopo averlo spogliato, legato ai polsi dietro la schiena e fatto inginocchiare a terra.

A testa bassa può seguire soltanto i miei passi intorno a lui e solo per quanto gli permette il campo visivo, la testa rimane immobile sotto la mia mano.

Mi accomodo sul divano di fronte a lui. La posizione genuflessa lo avvicina inesorabilmente alle mie caviglie. Può solo guardare. Appoggio la suola della scarpa destra sulla sua spalla sinistra e gli permetto di girare leggermente la testa affinché le labbra possano scorrere lungo il malleolo. Non più di un velocissimo sfioramento: desidero vedere la sua eccitazione salire piano piano. Alza lo sguardo verso me e ci scambiamo un sorriso con gli occhi.

Riporto le caviglie accostate tra loro perché so quanto gli piaccia vedere i miei piedi in posizione simmetrica e speculare. Mi sfilo lentamente una scarpa … le ho tenute su tutto il giorno ed avverto quella sensazione di caldo/umido accentuata dal nylon delle autoreggenti. Avvicino la punta del piede al suo mento e lo accarezzo da destra a sinistra e ritorno.

Noto in lui l’apprensione di chi non resiste e al suo tentativo di baciarmi il piede rispondo facendo leva sulla fronte con la pianta, arretrandolo. Sento il sudore della sua fronte attraversare la calza ed arrivare alle dita.

Gli intimo di rimanere fermo … - ancora – mentre mi sfilo le autoreggenti. Una calza mi serve per bendarlo, l’altra per zittirlo: gliela infilo in bocca. Poi, di nuovo, indosso le scarpe.

Conoscendolo potrei giurare che la sua voglia sia già fuori controllo … chissà perché gli uomini non sanno appagarsi anche col lungo protrarsi dei preliminari!

Comunque stanotte comando io e il “rituale” è appena iniziato.

 

CONTINUA…

postato da: mattaxisandali alle ore 20:28 | Permalink | commenti (9)
categoria:racconti, lezioni di coppia
lunedì, 27 novembre 2006

SITUAZIONE: una domenica pomeriggio nel totale relax, scegliete il salotto o comunque un posto dove lei può mettersi comodamente su una poltrona e lui seduto a terra sopra un comodo cuscino.
ABBIGLIAMENTO: comodo ma non sgraziato, ricordate che state eseguendo un rito erotico
ATTEGGIAMENTO: non perdete mai il contatto visivo ne uditivo con la vostra compagna anche se siete giustamente distratti dalle sue estremità inferiori, è un gioco nel quale deve sentirsi coinvolta quanto voi, mantenete toni bassi e movimenti lenti per favorire l’atmosfera.
STRUMENTI: kit completo per la pedicure, potete munirvi di strumenti tradizionali (forbicine, lima per le unghie, lima levigante per la superficie delle unghie) oppure di uno strumento più moderno composto da un motore ricaricabile a cui cambiare solo l’accessorio (come quello che ho descritto in uno dei miei primi post); indispensabile un balsamo ammorbidente per pellicine o ancor meglio dei sali ammorbidenti per il pediluvio, un catino, una spazzolino per pulire le unghie, una pietra pomice (a volte pietra pomice e spazzolino sono un oggetto unico), un asciugamano (magari quello che normalmente lui usa per il viso), un separatore per dita, uno smalto o il kit di smalti per il french style e le relative lunette adesive (in questa lezione farò riferimento a questo stile che amo particolarmente), una pinzetta per le sopracciglia, una crema per le screpolature e una più liquida per tutto il piede.

FASE 1: disporre tutti gli strumenti ordinatamente su un tavolino o in terra in modo da averli tutti a portata di mano non dimenticando che l’ordine regala ritualità ai gesti.
FASE 2: riempire una bacinella di acqua calda e sciogliervi dentro i sali, immergere i suoi piedi nell’acqua e approfittarne per accarezzarli con le mani in modo da stabilire un contatto pelle a pelle. Prendere lo spazzolino e passarlo delicatamente sia sotto che sopra le unghie in modo da eliminare eventuali impurità. Passare la pietra pomice sul tallone o sulla pianta dove poggia il piede quando indossa i tacchi e in ogni caso dove sentite che la pelle è un po’ più spessa. A volte qualche piccola callosità si forma sulla punta delle dita più sporgenti rispetto alle altre perché toccano la punta delle scarpe. Asciugare delicatamente un piede alla volta posandolo tra le proprie gambe. (Se non avete a disposizione dei Sali ammorbidenti potete sostituire questa fase lavandole i piedi in una bacinella con del sapone delicato e passare comunque la pietra pomice, per ammorbidire le pellicine applicate alla fine del pediluvio il balsamo e toglierlo con del cotone dopo averlo lasciato agire per un paio di minuti), con le forbicine tagliate le pellicine in eccedenza stando sempre ad almeno ½ millimetro dal bordo, meglio un eccesso che una fastidiosa ed antiestetica piccola ferita, la crema che applicherete alla fine correggerà eventuali imperfezioni.
FASE 3:applicare il separa dita infilando lentamente ad una ad una dal quinto dito all’alluce, cercate di godervi questa operazione come una tecnica di immobilizzazione delicatamente sadica (un po’ lo è perché il separa dita è tutto fuorché comodo da tenere indossato). Applicare poi le lunette adesive ad un paio di millimetri (non di più) dal bordo dell’unghia, ai piedi dona molto anche solo un millimetro. Prendere lo smalto bianco coprente e passarlo sul bordo di ogni unghia, rimuovere con la pinzetta per sopracciglia le lunette ad ogni applicazione su ogni dito prima che si asciughi lo smalto (eviterete che si stacchi completamente). Rimuovete eventuali sbavature con un cotton-fioc imbevuto di solvente. A questo punto applicate una o due mani (a seconda dei gusti) di smalto bianco lattiginoso su tutta la superficie dell’unghia, infine una mano di smalto trasparente, meglio ancora di lacca ceramica che lucida e rinforza il lavoro fatto (NB ad ogni passaggio ricominciate e terminate con la stessa unghia per dare il tempo allo smalto di asciugare). Per una corretta applicazione, lo smalto non deve toccare le pellicine altrimenti seccando rovinerà tutta la fatica della fase 2, ma non deve nemmeno lasciare troppo stacco tra l’unghia e la pelle. Insomma, mano ferma e precisione!
FASE 4: Asciugate con il phon (o con il soffio direttamente dalla vostra bocca se avete tempo e pazienza) la smaltatura, per essere certi che sia perfettamente asciutta passate le labbra sulla prima unghia che avete smaltato, se scivolano senza fare attrito sono pronte. A questo punto la parte più sensuale di tutta l’operazione, l’applicazione della crema. Passate prima la crema per screpolature nelle zone più critiche, quelle che avete passato con la pietra pomice e tutta la zona attorno alle unghie, dove avete rimosso le pellicine. Per il gran finale abbondate con la crema fluida in modo che impieghi molto tempo ad assorbirsi e sbizzarritevi in un massaggio lento e meticoloso di tutto il piede premendo sulla pianta, tirando leggermente l dita una alla volta, stringendo delicatamente la caviglia mentre scorrete la mano verso il ginocchio… ricordate, in ogni movimento dovete trasmettere sensualità, carica erotica, sessualità (NB sono graditi mugolii e versi di apprezzamento da entrambe le parti durante tutta la pratica).

Sfido qualunque donna a non gradire un trattamento del genere, certo è molto intimo ma dai suoi risultati garantiti (oltre a quelli estetici)!

clicca il calendario di mattaxisandali2007

postato da: mattaxisandali alle ore 22:17 | Permalink | commenti (13)
categoria:pedicure, lezioni di coppia