Avevo proprio bisogno di un regalo, si un regalo per me, uno di quelli che non si dimenticano. Ho preso un giorno di ferie e sono partita per Milano con una mia amica, ovviamente un’amica che condivide la mia ormai nota sfrenata passione per le scarpe e capisce cosa significa per me una giornata come questa. Obiettivo: il più bel negozio di scarpe d’Italia, forse del mondo, un posto magico dove “un paio di scarpe nuove può cambiarti la vita” (come disse Cenerentola).
Tutto il viaggio non facciamo che fantasticare sull’esperienza che ci aspetta, una sola volta nella vita potrò permettermi un paio di scarpe come quelle che sto per comprare. Parcheggiamo a poca distanza, in uno di quei garage milanesi da 6 euro l’ora, un’altra pazzia!
Più ci avviciniamo e più i negozi diventano lussuosi, sfacciati, con vetrine ricche di neon e faretti freddi che illuminano scenografie artificiali. Il posto dove dobbiamo andare è in un angolo nascosto, discreto, quasi al buio in una Milano luccicante come Las Vegas.
Eccolo! Via Bagutta è parallela a Via Monte Napoleone, dietro la storica Pasticceria Cova. Prima di entrare urge un aperitivo rifocillante con rapida visita alla toilette, dobbiamo essere in piena forma.
Appena girato l’angolo ci saluta la bandiera rossa bordata d’oro stile veneziano accanto alla porta d’ingresso, le vetrine sono tutte piccole e con una luce soffusa, poche calzature esposte. Osservo con minuzia ogni vetrina e dall’ultima intravedo l’interno, un salottino dall’aria antica. Una signora sta provando alcuni sandali, davanti a sè almeno 5 scatole vuote, una sopra l’altra, e due commessi che la seguono in ogni cosa. Penso “chissà che Signora importante dev’essere, ora entro io e faccio veramente la figura di Cenerentola…”.
La mia amica è più coraggiosa di me e mi trascina dentro il negozio, è arrivato il momento. Timidamente osservo ogni scaffale buttando un occhio di tanto in tanto alla Signora, non ci metto molto a capire che è una donna decisamente fuori dagli schemi: al collo almeno 70 collane tutte diverse, un anello enorme ogni dito delle mani, vestita in rosa cipria con abiti dalla foggia eccentrica, prende confidenza con tutti, commessi, altre clienti, con me… sopra un divano la sua borsa contiene due piccoli cani che la guardano con timore e ubbidiscono rigidamente pur essendo cuccioli.
La commessa mi si avvicina e mi invita molto gentilmente a chiedere il suo aiuto quando ho bisogno, nonostante

La commessa ritorna con in mano una scatola rossa decorata d’oro, la posa a terra e mi invita a sedermi su una vecchia poltroncina in velluto rosso con la seduta usurata dal tempo e dai regali fondoschiena che sono passati da li o da chissà quale altro luogo. Mentre slaccio i sandali viola in raso che indosso, lei apre la scatola, estraendone un paio di sandali verdi di una bellezza imbarazzante, gioielli veri da calzare.

Penso alla mia richiesta e ringrazio il cielo che la commessa mi abbia comunque mostrato i sandali meno sobri e più impegnativi che io avessi mai visto prima. La commessa me li porge dicendomi che volendo renderli più discreti possono farmi fare un cinturino dello stesso raso verde dei sandali e spedirmelo a casa, come nei film.

Mentre li indosso sento il freddo del metallo sul collo del piede, una cascata di swarovski color smeraldo mi ricopre, un brivido mi pervade, sono emozionata come una bambina!

Mi alzo dicendo “li prendo!” senza esitare, senza ancora essermi vista allo specchio. Perfino la strana Signora mi dice “prendi questi, sono i Tuoi Sandali”.

Resto davanti allo specchio con le mani sulla bocca, senza parole, senza pensieri, con la testa riempita di emozione. Sento li occhi del commesso sui miei piedi, siamo tutti senza fiato ma io, io sto urlando dentro!

Scelgo con l’aiuto di entrambi i commessi il raso più adatto dal campionario, compilo una scheda con i miei dati e già che sono arrivata fin lì decido di provarmi altri sandali, tutti quelli che attirano la mia attenzione, mi sento una Principessa. Dopo qualche paio decido che può bastare, mi sento soddisfatta.

Mi avvicino alla cassa, il commesso prende la misura della mia caviglia per il cinturino, pago e ritiro il mio sacchetto rosso. Finalmente ho un paio di sandali di Renè Caovilla.

Esco con il mio sacchetto sottobraccio e torno alla realtà, tra le luci e la gente della “Milano da bere”. È ora di tornare a Torino, verso casa.
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1. Non partite con il tacco 10, è l’obiettivo finale. Meglio un 7 da indossare in casa per qualche settimana, preferite una scarpa chiusa, i sandali danno la sensazione di avvolgere meno il piede e vi sentirete più insicure. Questi della foto sono di Caovilla, sarebbero perfetti! Ragionate al contrario del solito: una volta a casa, smesse le scarpe che avete indossato tutto il giorno, indossate un bel paio di scarpe scomode! Non per l’intera serata, ma gradualmente vi dovrete abituare all’idea che ciò che prima era scomodo, inizia a diventare naturale. Quando vi sarete abituate passate ad un tacco più alto, ma sempre in casa.
2. Fondamentale, anche se vi sembrerà che non c’entri, una perfetta pedicure. I piedi secchi, pieni di calli e duroni, oltre a non essere per nulla attraenti fanno male. La pelle dura non accompagna il piede nei movimenti e non ammortizza l’impatto con il terreno. Quindi piedi sempre curati e supermorbidi. In proposito leggetevi il mio post di inizio inverno sulla cura dei piedi.
tacco e poi il resto della suola 










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