La stagione estiva volge al termine e, con essa, quelle belle e calde giornate di sole che ci permettono di indossare sandali e piedi nudi. Personalmente riesco a portarli fino ad ottobre inoltrato (con relativi rischi di raffreddori) ma alla fine, ahimè, dovrò anch’io rassegnarmi all’idea di passare alle scarpe chiuse e, infine, alle calze… certo ogni tanto, rigorosamente in casa e per il solo piacere del gioco, indosserò un paio dei miei stivali al ginocchio senza calze… sensazione di cuoio sulla pelle, piedi caldi cuoio freddo, contrasti che adoro!
Ma non perdiamoci in divagazioni. Parlavamo di calze.
A parte i calzettoni di cotone che uso per gli allenamenti in palestra o le antiscivolo che uso talvolta per comodità casalinga, abitualmente indosso calze di nylon… SOLO autoreggenti (e qualche esemplare di calza con reggicalze). I collant non li sopporto e poi, le autoreggenti, sono, inutile dirlo, più sexy! Poteva mancarmi una collezione di autoreggenti? Naaaaaaaaaaaaa! LA CALZA per antonomasia è quella liscia, senza troppi ricami o disegni che confondono la forma della gamba e attirano troppo l’attenzione distraendola dai piedi. L’unica variante che concedo, ammetto molto fetish, è la riga posteriore (stile anni 50) che corre dalla coscia al tallone.
I DENARI, da 8 in su. La collezione non può avere pezzi mancanti. Per tutti i giorni uso 20 in autunno e 40 in inverno, velatissime solo per serate “particolari” e molto coprenti solo con stivali tacco basso in giornate gelide e nevose. A rete ogni volta che mi è possibile, danno linea e movimento alla gamba formando sulle caviglie un gioco d’ombre che ipnotizza. La primavera (parlo delle prime due settimane perché poi passo allo stile “senza calze”) è adatta alle calze a rete color carne, sostituiscono l’abbronzatura che ancora manca e danno quella sensazione di nudo non nudo che trovo molto raffinata.
LE SMAGLIATURE, le odio, anche se mi svuoto il portafoglio, al minimo accenno di filo tirato la calza finisce dritta nel cestino…