domenica, 18 maggio 2008

Avevo proprio bisogno di un regalo, si un regalo per me, uno di quelli che non si dimenticano. Ho preso un giorno di ferie e sono partita per Milano con una mia amica, ovviamente un’amica che condivide la mia ormai nota sfrenata passione per le scarpe e capisce cosa significa per me una giornata come questa. Obiettivo: il più bel negozio di scarpe d’Italia, forse del mondo, un posto magico dove “un paio di scarpe nuove può cambiarti la vita” (come disse Cenerentola).

Tutto il viaggio non facciamo che fantasticare sull’esperienza che ci aspetta, una sola volta nella vita potrò permettermi un paio di scarpe come quelle che sto per comprare. Parcheggiamo a poca distanza, in uno di quei garage milanesi da 6 euro l’ora, un’altra pazzia!

Più ci avviciniamo e più i negozi diventano lussuosi, sfacciati, con vetrine ricche di neon e faretti freddi che illuminano scenografie artificiali. Il posto dove dobbiamo andare è in un angolo nascosto, discreto, quasi al buio in una Milano luccicante come Las Vegas.

Eccolo! Via Bagutta  è parallela a Via Monte Napoleone, dietro la storica Pasticceria Cova. Prima di entrare urge un aperitivo rifocillante con rapida visita alla toilette, dobbiamo essere in piena forma.

Appena girato l’angolo ci saluta la bandiera rossa bordata d’oro stile veneziano accanto alla porta d’ingresso, le vetrine sono tutte piccole e con una luce soffusa, poche calzature esposte. Osservo con minuzia ogni vetrina e dall’ultima intravedo l’interno, un salottino dall’aria antica. Una signora sta provando alcuni sandali, davanti a sè almeno 5 scatole vuote, una sopra l’altra, e due commessi che la seguono in ogni cosa. Penso “chissà che Signora importante dev’essere, ora entro io e faccio veramente la figura di Cenerentola…”.

La mia amica è più coraggiosa di me e mi trascina dentro il negozio, è arrivato il momento. Timidamente osservo ogni scaffale buttando un occhio di tanto in tanto alla Signora, non ci metto molto a capire che è una donna decisamente fuori dagli schemi: al collo almeno 70 collane tutte diverse, un anello enorme ogni dito delle mani, vestita in rosa cipria con abiti dalla foggia eccentrica, prende confidenza con tutti, commessi, altre clienti, con me… sopra un divano la sua borsa contiene due piccoli cani che la guardano con timore e ubbidiscono rigidamente pur essendo cuccioli.

La commessa mi si avvicina e mi invita molto gentilmente a chiedere il suo aiuto quando ho bisogno, nonostante la Signora continui a richiedere la sua attenzione. Il collega fa avanti e indietro dal magazzino cercando di soddisfare ogni sua richiesta. Chiedo sottovoce di vedere un paio di sandali verdi, sobri, non troppo impegnativi, un acquisto così importante voglio poterlo indossare. La commessa sorride e mi dice che da loro ci sono tutte calzature “particolari”, difficile trovarne un paio da tutti i giorni, mi farà vedere i sandali verdi che hanno. Il verde è il mio colore preferito da sempre. Nell’attesa osservo ancora la Signora e gli scaffali. Entro in una stanzetta adiacente al salottino e, attratta dal colore verde che prevale, osservo l’interno di uno scaffale con le ante socchiuse. Avvicinandomi mi accorgo che sono scarpe di carta ricche di dettagli, come vere, costruite con una meticolosità ed una precisione incredibili.

La commessa ritorna con in mano una scatola rossa decorata d’oro, la posa a terra e mi invita a sedermi su una vecchia poltroncina in velluto rosso con la seduta usurata dal tempo e dai regali fondoschiena che sono passati da li o da chissà quale altro luogo. Mentre slaccio i sandali viola in raso che indosso, lei apre la scatola, estraendone un paio di sandali verdi di una bellezza imbarazzante, gioielli veri da calzare.

Penso alla mia richiesta e ringrazio il cielo che la commessa mi abbia comunque mostrato i sandali meno sobri e più impegnativi che io avessi mai visto prima. La commessa me li porge dicendomi che volendo renderli più discreti possono farmi fare un cinturino dello stesso raso verde dei sandali e spedirmelo a casa, come nei film.

Mentre li indosso sento il freddo del metallo sul collo del piede, una cascata di swarovski color smeraldo mi ricopre, un brivido mi pervade, sono emozionata come una bambina!

Mi alzo dicendo “li prendo!” senza esitare, senza ancora essermi vista allo specchio. Perfino la strana Signora mi dice “prendi questi, sono i Tuoi Sandali”.

Resto davanti allo specchio con le mani sulla bocca, senza parole, senza pensieri, con la testa riempita di emozione. Sento li occhi del commesso sui miei piedi, siamo tutti senza fiato ma io, io sto urlando dentro!

Scelgo con l’aiuto di entrambi i commessi il raso più adatto dal campionario, compilo una scheda con i miei dati e già che sono arrivata fin lì decido di provarmi altri sandali, tutti quelli che attirano la mia attenzione, mi sento una Principessa. Dopo qualche paio decido che può bastare, mi sento soddisfatta.

Mi avvicino alla cassa, il commesso prende la misura della mia caviglia per il cinturino, pago e ritiro il mio sacchetto rosso. Finalmente ho un paio di sandali di Renè Caovilla.

Esco con il mio sacchetto sottobraccio e torno alla realtà, tra le luci e la gente della “Milano da bere”. È ora di tornare a Torino, verso casa.

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domenica, 11 maggio 2008

Lo so che mi davate per dispersa e avete ragione nel pensare che sto trascurando il blog, ma come ho già detto alle persone che mi hanno scritto, sono stanca, il lavoro mi assorbe troppe ore e le poche ore libere che mi restano non riesco a passarle davanti a un computer.

Comunque anche nel tempo libero vi penso e anche quest'anno nella mia gita in superbike ho scattato qualche foto per il blog.

Strana coppietta in pausa relax

io in attesa dell'uscita di Bayliss dai box

Ovviamente indossavo la mia fantastica maglietta che ha attirato un sacco di sguardi (maschili e femminili) verso i miei piedi. Potevo rinunciare a un po' di esibizionismo?

cambiato posizione, il tempo non passava mai...

e il contesto non era esattamente comodo, almeno ero all'ombra dal sole cocente!

Almeno l'attesa è servita!

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