"Il collezionare scarpe è il più irrinunciabile e voluttuoso dei vizi della donna occidentale dai tempi della voga per la morfina negli anni Venti"

NON VI SARETE MICA PERSI L'INSERTO Moda & Modi DEL Corriere della Sera DI OGGI VERO!?


"Il collezionare scarpe è il più irrinunciabile e voluttuoso dei vizi della donna occidentale dai tempi della voga per la morfina negli anni Venti"

NON VI SARETE MICA PERSI L'INSERTO Moda & Modi DEL Corriere della Sera DI OGGI VERO!?


Riccardo, come ogni sabato mattina, faceva colazione in un bar del centro. Era assorto nei suoi pensieri, con la sensazione di un leggero torpore provocato dal tiepido sole di inizio febbraio che riscaldava i suoi abiti scuri. Gli piaceva fare colazione all’aperto in giornate limpide come queste, anche se la temperatura non era ancora primaverile, il sole iniziava a farsi sentire. Pensava a Sara, la misteriosa proprietaria di un blog feet fetish tutto al femminile, che aveva scoperto da qualche tempo su Internet. Non riusciva ad immaginarsela nei dettagli, non sapeva se fosse bionda o mora, non sapeva se avesse gli occhi scuri o i capelli corti. Dalle poche foto che ritraevano le gambe di Sara, doveva essere una donna magra, certamente aveva movenze morbide e la straordinaria capacità di attirare gli sguardi maschili. Lo capiva da quello che leggeva nei racconti del blog, dallo stile di scrittura, dalla scelta delle foto.
Si immaginò di scorgere il tatuaggio che portava sulla caviglia sinistra sotto il tavolino di fronte e di scoprire finalmente Sara nella sua interezza.
Mentre faceva questi pensieri, si sedette al tavolino di fronte una coppia. Nel punto in cui aveva lo sguardo fisso immaginando la caviglia di Sara comparse un piede avvolto in un sandalo dal tacco alto e sottile in velluto blu. Un sandalo a febbraio! Solo una straniera poteva avere il coraggio di indossarlo. Durante i suoi viaggi di lavoro gli era capitato a New York e a Londra di vedere donne a piedi nudi con i sandali in pieno inverno. Alzò lo sguardo.
Lei, non bella ma con il fascino di una diva del cinema, castigata in un pantalone elegantissimo, indossava un giubbotto color crema e portava in testa un paio di occhiali da sole che le tenevano indietro i lunghi capelli castani.
Lui, il tipico personaggio sul classico, dallo sguardo intelligente e dai modi marcatamente educati che sanno capire che la loro mancanza di fantasia è compensata dalla loro capacità di stare al gioco della donna invece di condurlo. Riccardo invece ne aveva di fantasia, peccato che nessuno lo seguisse nel metterla in pratica.

Tornò con lo sguardo sotto il tavolo, notò che i piedi erano curatissimi. Era distante un paio di metri scarsi e vedeva distintamente lo smalto scuro, perfetto, dato senza sbavature, le unghie ne troppo lunghe ne troppo corte, la pelle morbida e priva di zone secche, attorno alle unghie non c’erano pellicine, sembrava aver fatto la pedicure appena prima di uscire.
Il piede si mosse svegliandolo dai suoi pensieri, si inarcò scalzandosi dalla fibbia, le dita giocavano con i listini di cuoio. Riccardo ebbe una piacevole fitta al basso ventre. La guardò nuovamente in volto e si accorse che aveva indossato gli occhiali da sole. Chissà se lo aveva visto mentre fissava il suo piede, forse aveva indossato gli occhiali da sole proprio per poter osservare le sue reazioni a quel gioco intrigante.
Arrivò la cameriera a prendere le ordinazioni, lui prese un caffé, lei, con accento lievemente anglosassone, togliendosi garbatamente gli occhiali da sole, chiese una spremuta d’arancia e una brioche alla marmellata. Prima di indossare nuovamente gli occhiali guardò Riccardo per un brevissimo quanto intenso attimo fuggente.
Cambiò il senso di accavallamento delle gambe e con la mano destra si afferrò la caviglia sinistra tenendola con decisione per qualche secondo, poi scese con la mano infilando le quattro dita tra la pianta e la suola. Sembrava volesse scaldarsi. Iniziò un massaggio quasi inconsapevole mentre conversava amabilmente con Lui, passandosi la mano prima sotto e poi sul collo del piede. Riccardo era completamente rapito dalla situazione, era in balia dei movimenti di Lei e non riusciva a staccare lo sguardo. Lei se n’era certamente accorta perché i suoi piedi ammiccavano continuamente in posizioni non convenzionali identificabili solo da chi capisce e ama il mondo di Sara. Stavano facendo platonicamente sesso in pubblico, Riccardo era eccitato come se stesse tradendo Sua moglie con la moglie di un altro. Gli tornavano in mente i racconti letti sul blog e mentre la osservava pensava alle situazioni più erotiche in cui avrebbe voluto vederla, sognava di essere steso sul tappeto di casa mentre Lei lo calpestava dolcemente, desiderava poter gustare appassionatamente quel piede chinandosi sotto al tavolo incurante della gente intorno, immaginava Lei che gli chiedesse di seguirlo alla toilette per consumare quella loro istantanea e fuggente passione.
Purtroppo i suoi pensieri vennero interrotti, la coppia si alzò, Lei non lo degnò nemmeno di uno sguardo, Lui lo fissò in volto con un’espressione compiaciuta. Avevano giocato con lui.
Li guardava allontanarsi verso la cassa ma Riccardo non si sentiva offeso, ferito o umiliato. Si sentiva eccitato, appagato e onorato che una coppia tanto affiatata avesse deciso di coinvolgerlo in questo gioco regalandogli attimi di puro piacere.
Tornò in quel bar ogni sabato ma non li rivide più.