lunedì, 24 settembre 2007

Gianvito Rossi ha creato una linea di sandali ultraleggeri con suola in fibra di carbonio, le linee sono essenziali e molto sexy, peso 100 grammi, tacco 10 centimetri in metallo cromato abbinato a materiali superlusso: strass, raso, vernice, pitone, coccodrillo.

Il sito per ammirarli tutti è

www.gianvitorossi.com

Quì sotto un assaggio

postato da: mattaxisandali alle ore 13:48 | Permalink | commenti (10)
categoria:fetish news
mercoledì, 19 settembre 2007

Come non cogliere lo spunto di Shoegal segnalandovi l'evento che anch'io mi sono goduta in diretta. Ieri sera, mentre mi facevo la consueta pedicure con la TV di sottofondo, sono stata attratta da una conversazione che aveva come argomento un miracoloso sistema per ammorbidire i piedi, ho capito subito che di li a poco il telefilm ci avrebbe regalato una scena fetish. 

Vanessa Williams alias Wilhelmina Slater nel telefilm Ugly Betty seduce il suo capo con i piedi, dopo averli debitamente "preparati" all'evento con la tecnica miracolosa...

Godetevi anche voi le scene:

Preparazione

Seduzione

postato da: mattaxisandali alle ore 21:18 | Permalink | commenti (9)
categoria:fetish news
domenica, 16 settembre 2007

Sabato. Mattino.
Mi sveglio, finalmente riposata dopo una settimana faticosissima: impegni di lavoro e orari protratti ad oltranza. Ma oggi no! Mi sento fresca e con voglia di fare. Ancora una stiracchiatina da gatta fino a sgranchirmi le dita dei piedi e salto giù dal letto.
L’idea che mi frulla in testa mentre gusto lo yougurt artigianale con cui faccio colazione tutte le mattine è già chiara e delineata, e se non l’avessi avuta io l’avrebbe sicuramente avuta Valeria.
Valeria è una mia nuova amica.
Dico nuova perché è una delle ultime gradevolissime conoscenze fatte, in realtà risale a più di un anno fa. È una persona solare, che sa affrontare la vita con il giusto senso dell’umorismo.
Anche Valeria ha la mia stessa malattia: patita persa di scarpe e accessori vari. Lei, oggi, è quello che ci vuole!
Non la definirei esattamente una feticista di scarpe, ma avendo approfondito con me alcuni temi riguardanti l’erotismo del piede, è ben consapevole di quel mondo parallelo che alimenta i desideri di voi “estimatori”. Inoltre, come dicevo, il suo spiccato senso dell’umorismo le permette di affrontare le sfaccettature della vita con la giusta interpretazione.
Prendo il cellulare e faccio il numero.
“Ciao Vale, stamattina ho pensato a te… “ lascio volontariamente in sospeso la frase (pronunciata con enfasi maliziosa) affinché possa riconoscere nel tono le mie intenzioni bellicose.
“Ciao Sara, ma che bellissima e soprattutto sincronizzata sorpresa questa tua telefonata!”.
“Già!” ribatto io “che tempismo vero?”
Non vi ho detto che ci lega una straordinaria telepatia, per la quale ogni tanto decidiamo di vederci ed improvvisare la giornata, e quando dico improvvisare intendo letteralmente dire che non sappiamo dove potremo mai arrivare!
Ma chissà perché – per quanto si improvvisi – un punto fermo delle nostre uscite è comunque l’andare alla scoperta di nuovi negozi di scarpe o il passaggio da quelli già “collaudati”.
Proprio come quella boutique leggermente fuori dal centro il cui titolare – l’elegantissimo Signor Edoardo – ci vede almeno una volta al mese scombussolargli l’ordinarietà della sua attività.
Il Signor Edoardo è un condensato di competenza, professionalità e buon gusto, sia in tema di scarpe maschili sia in tema di scarpe femminili, ma come tutti i modelli di riferimento anche lui ha una debolezza o meglio dire un punto debole: un’irrefrenabile attrazione per i piedi delle donne. Lo scoprii tempo fa e da allora, di quando in quando, mi intriga tessere un filo sottilissimo tra le mie provocazioni e il suo desiderio di piedi. Bastò confidarlo a Valeria per mettere a calendario il nostro passaggio in quella boutique almeno una volta al mese ...

Eccoci gesticolare davanti alla vetrina indicando un sandalo dopo l’altro fino a che la nostra presenza attira inevitabilmente l’attenzione del Signor Edoardo che, molto elegantemente, accenna ad un inchino accompagnato da un mezzo sorriso, non un vero sorriso, piuttosto un cenno di benvenuto ed approvazione.
Naturalmente ricambiamo la cortesia con un sorriso meno composto e decisamente più sbarazzino. Continuiamo l’analisi delle bellezze esposte in vetrina immaginandole ai nostri piedi, mimando in modo inequivocabile il desiderio di indossarle.
Il Signor Edoardo, con fare apparentemente indifferente, ci segue con la coda dell’occhio. Io e Valeria ci guardiamo per un secondo e la scintilla scocca. “Dai entriamo!” diciamo in sincrono.
Il suono monocorde del cicalino della porta annuncia la nostra entrata.
Un suadente “Benvenute!” con fare d’altri tempi seguito da una sequenza di convenevoli settecenteschi, ci cala in una dimensione temporale parallela.
Valeria lascia a me il ruolo di protagonista essendo lei maestra in quello di ”spalla” per la rappresentazione che abbiamo in mente.
“Sara, perché non chiedi al signore di farti provare quel paio di bellissimi sandali che abbiamo appena visto in vetrina?” esclama a voce alta quel tanto che basta per far intendere che si tratta di una conversazione a tre.
“Quali esattamente?” interviene lui.
“Quelli a tallone chiuso e fascetta in pitone sulle dita” rispondo io.
Il suo sospiro ci conferma la condivisione del gusto per quelle calzature.
“Prego accomodatevi” – indica il divanetto – ”37 e mezzo non è vero?”. Si allontana senza attendere la risposta che si aspetta.
Ci sediamo vicine una fianco all’altra con la postura che conviene a due signore.

Indossiamo entrambe scarpe chiuse perché – lo sappiamo - sarà più intrigante per il Signor Edoardo assistere alla ”rivelazione” al momento delle prove.
Mi riserva sempre una genuflessione, per aiutarmi ad indossare le calzature, confermandomi puntualmente, con assoluta signorilità, che tale servizio non lo riserva certo a tutte le sue clienti, ma solamente a quelle le cui estremità siano espressione estetica della bellezza femminile intesa in senso più ampio.
Apre la scatola di cartone per estrarne il sandalo mentre io unisco leggermente le caviglie.
Valeria esordisce “Le sue collezioni, Signor Edoardo ci lasciano sempre senza fiato”.
Edoardo alza lo sguardo verso di me e mi chiede: “Posso?”. La sua è una richiesta di autorizzazione ad indossarmi le scarpe.
“Certo” rispondo io, avvicinando una caviglia alla sua mano che delicatamente l’afferra, con l’altra mi sfila la scarpa partendo dal tallone.

Il suo movimento non è semplicemente rallentato, piuttosto una sequenza di fermo immagine che esaspera tutta l’operazione. Lo sguardo tra me e Valeria si incrocia, condividiamo un sorriso, ci pervade un senso di eccitazione leggera, soddisfazione di donna.

Non appena il mio piede rimane nudo nelle sue mani, distendo le dita a punta. Lui si paralizza per un istante. Valeria lo interroga sulla qualità della mia pedicure.
I suoi elogi si disperdono intorno a noi e io fingo un imbarazzo compiaciuto che serve a farlo sentire maggiormente padrone della situazione, alimentando la serie di complimenti, perché abbassa il suo timore di irriverenza .
Il suo toccarmi non va mai oltre l’aspetto funzionale del suo mestiere e l’ammiro per quanto so possa essere difficile – per un estimatore di piedi - non abbandonarsi ad una frenetica e passionale manipolazione.
Non a caso stiamo parlando del SIGNOR Edoardo.
Mi sembra quasi doveroso concedergli un’ulteriore soddisfazione: mi sfilo l’altra scarpa appoggiando il piede sul suo ginocchio in attesa che mi indossi anche la seconda.

Fatto.
Mi alzo in piedi per una breve passerella davanti allo specchio e intorno a lui facendolo così attorcigliare su se stesso.

“Bellissime” la mia esclamazione.
“Sì, ti stanno proprio bene” dice Vale “non dovresti farteli scappare questi sandali”.
“Sembrano fatti per i suoi deliziosissimi piedi Signorina Sara” aggiunge il Signor Edoardo mosso da uno slancio che poco ha a che vedere con spicciole tecniche di marketing, quindi aggiunge: “in realtà signorina Sara i suoi piedi esaltano qualunque calzatura… anche quelle chiuse!”

Marketing o non marketing non potevo che rispondere: “LE PRENDO!”

postato da: mattaxisandali alle ore 19:02 | Permalink | commenti (14)
categoria:racconti, feet fetish and the city
lunedì, 10 settembre 2007

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L’ambiente.
L’utilità.
Il caso.

Con l’autunno e l’inizio del nuovo anno scolastico riprendiamo con le lezioni.
In che modo le teorie di Darwin possono venirci in aiuto?

Questi sono i tre elementi che stanno alla base dell’evoluzione. La nostra evoluzione da feticisti nell’animo a feticisti nel quotidiano si deve basare sugli stessi elementi.

L’AMBIENTE

Se l’intento è quello di evolverci come feticisti, sarà poco opportuno frequentare quegli ambienti che per definizione escludano qualsivoglia compatibilità con l’argomento.
Ragionando per estremi avrò maggiori possibilità di riuscita frequentando locali e feste fetish, piuttosto che la “sala del the delle cinque”.
Insomma, ancora una volta non nascondiamoci dietro un dito! Se voglio la marmellata dovrò necessariamente cercare un barattolo, non un bicchiere!
Al netto di questa estremizzazione possiamo affermare che dovrò cercare di vivere ambienti, persone e situazioni che in un modo o in un altro siano di corollario alla ricerca che deciderò di affrontare senza temere a priori l’esposizione personale o veri e propri atti di coraggio (intesi come superamento del proprio senso del pudore… o di quello altrui).

L’UTILITÀ

Il genere animale e vegetale non persegue quegli sforzi che non siano di qualche utilità (pensateci bene: nessuno fa niente per niente. Non è cinismo ma istinto ancestrale di sopravvivenza). In tal senso identificate in voi gli strumenti (psicologici e materiali) che vi siano di utilità per il raggiungimento delle vostre soddisfazioni: simpatia, bellezza, potere, ricchezza, faccia tosta, tutti vanno bene purché siano usati nel rispetto altrui, senza prevaricazioni e senza arroganza. Finalizzate, attraverso l’utilizzo delle vostre “armi”, gli sforzi verso l’obiettivo senza disperderli inutilmente facendo la strada più lunga e perdendo tempo ed energie. Mi spiego meglio con un esempio: se siete a cena con una donna che vi piace molto e sognate di “possedere” i suoi piedi, è inutile guardarla negli occhi dicendole che ci vedete il mare, molto meglio guardarla negli occhi e raccontarle quanto vi perdete nelle linee sensuali delle sue caviglie, a che serve dirle che veste un colore che le dona quando potete complimentarvi sul colore di smalto che ha scelto per esaltare l’incarnato del suo collo del piede…

IL CASO

Ahimé l’imponderabilità delle cose ancora una volta la fa da padrona. È la storia a determinare le cose così come ci appaiono e non viceversa. Ciò si traduce nel fatto che parità di ambiente e utilità non ci garantiscono il risultato: ogni qualvolta dovessimo cimentarci in una stessa situazione, una miriade di variabili ci condurrebbe ad un risultato diverso. Come in una partita di pallone l’ambiente è il campo da gioco, l’utilità è la vittoria, il caso ci conferma che non esiste una sola partita giocata uguale a se stessa (per sequenza di azioni, per prestazioni individuali, per spirito agonistico, eccetera…), in una serata a lume di candela con l’obiettivo che sappiamo, con gli strumenti che abbiamo, nel solito ristorante, nulla ci garantisce che il risultato sia sempre la conquista.
In definitiva non sarà sufficiente partecipare ad un raduno di feticisti del piede, né utilizzare strategicamente ogni sorta di strumento possibile per rimorchiare l’anima gemella, perché il caso sarà sempre in agguato per romperci le uova nel paniere! Ma anche il caso ha qualcosa da temere, ovvero la ripetitività di se stesso che potremmo più semplicemente definire come probabilità statistica, volgarmente detta legge dei grandi numeri, sempre di una teoria si tratta, ma dicono che funzioni! Più occasioni ci costruiamo, più probabilità avremo di avere successo almeno in una di queste.

Dunque facciamo in modo che gli ultimi mesi dell'anno siano propedeutici ad un 2008 caratterizzato dall'impegno costante di soddisfare la nostra natura di feticisti del piede.
Propongo una nuova iniziativa di gruppo: componiamo insieme il decalogo dei buoni propositi, ovviamente a tema feet fetish, per l’anno nuovo. Sceglierò i 12 migliori inserendoli nel calendario mattaxisandali2008, uno ogni mese per accompagnare le fotografie.

Accettare la sfida è il solo modo per cercare di vincerla.

postato da: mattaxisandali alle ore 22:16 | Permalink | commenti (6)
categoria:lezioni per lui
lunedì, 03 settembre 2007

Oggi. Pausa Pranzo. Conversazione tra me e alcune colleghe.

L'esperimento di oggi era parlare di feticismo senza usare il termine feticismo, come nel gioco "taboo" (in cui non si può nominare una parola con tutti i suoi derivati ma si deve portare l'altro a dirla).
Non ricordo l'esatto momento in cui ho trovato lo spunto per iniziare a parlare di piedi, so solo che ad un certo punto parlando di attenzioni reciproche tra partner ho parlate del mio grande privilegio di avere una pedicure completa ogni settimana, dal pediluvio al massaggio con crema.
La prima reazione è stata di stupore, poi di "invidia", poi voglia di provare a proporlo al proprio compagno. L'esclamazione di una delle mie commensali è stata "Bisognerebbe avere un uomo feticista! Sarebbe la soluzione perchè lo accettasse non solo per fare un favore a noi donne ma per se stesso..." e l'altra le risponde "proverò a proporlo al mio, magari scopro che non aspetta altro..."

Ma ci pensate? Magari ogni volta che ci si fa un problema ad esporsi esplicitamente con la propria donna si perde una grande occasione!

Esperimento riuscito. Dal massaggio al "bendaggio" il passo è breve  ...

postato da: mattaxisandali alle ore 20:32 | Permalink | commenti (6)
categoria:feet fetish and the city