domenica, 29 aprile 2007

Eros&fetish

Uomini sedotti dai tacchi a spillo

Altro che donna mediterranea tutta curve! A far schizzare il testosterone alle stelle non sarebbero i seni prorompenti o i fondoschiena alla J.Lo, ma un ben più “basso” particolare anatomico: i piedi, dita comprese. Stessa sorte per lingerie di pizzo, pantaloni inguinali, scollature sfacciate e push-up, strabattuti – era intuibile – dai tacchi a spillo. Vertiginosi, ovviamente. A incoronarli re indiscussi del fetish ci ha pensato una grande inchiesta inglese sulle predilezioni sessuali degli uomini, pubblicata sulla rivista di sessuologia “The International journal of impotence research”. Ben 5.000 gli intervistati: tacchi, lacci e scarpe ultrafemminili mandano in estasi il 64% dei partecipanti, mentre un buon 47% elegge il piede quale la parte del corpo a più alto tasso di erotismo. Il motivo? Mistero. E questa volta non si può neanche tirare in balle qualche teoria freudiana, visto che per il fondatore della psicoanalisi, sono simboli… fallici.

(Articolo trovato su “Salute & Bellezza” – credo di aprile – mentre attendevo al solarium di farmi un lettino UVA)

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categoria:feet fetish and the city, fetish news
mercoledì, 25 aprile 2007

Prima di prendere in analisi le tecniche pratiche per accattivarsi l’apprezzamento delle donne condividendo i loro stessi gusti, sarebbe opportuno cercare di identificare l’interlocutrice più adatta.

 

L’ASPETTO ESTERIORE:

Tracciare l’identikit di una feticista basandoci su elementi “visibili” che potrebbero aiutarci a svelare una certa recettività all’argomento ci servirà ad individuare la potenziale interlocutrice.

Iniziamo con l’affermare che una donna che sfoggia una forte caratterizzazione del proprio look attraverso l’utilizzo di accessori particolari (non necessariamente le calzature) implica una struttura mentale affine a quella del feticista, per dedizione al dettaglio, al collezionismo, all’esibizionismo (inteso come piacere di farsi guardare, contemplare, adorare), caratteristiche che possono diventare la leva su cui agire.

Il look esprime ciò che vorremmo essere (non necessariamente ciò che siamo!), dunque è indicativo delle nostre aspirazioni, desideri, aspettative, ma non esaustivo. (se vado ad un colloquio di lavoro per un impiego bancario cercherò di dare un’immagine di me confacente a ciò che vorrei fosse recepito dall’interlocutore, quindi un abbigliamento ordinato e classico, questo non vuol necessariamente dire che io sia una persona ordinata e classica). O ancora, un abbigliamento provocante e sexy sfoggiato in serate festose non vuol dire necessariamente essere una “facile”. Tutti noi ci vestiamo per comunicare con precisione determinate intenzioni spesso inespresse, a noi cogliere  prontamente l’occasione di far esprimere chi ci sta davanti.

Per riportare il discorso sui binari del feticismo, una donna che indossa i sandali ci sta più o meno direttamente dicendo: "autorizzo chiunque a guardarmi i piedi". (che poi vi siano donne che nonostante questo trascurino le loro estremità ci comunica l’altra metà del concetto, ovvero: non mi interessa che i miei piedi piacciano a chi li guarda). Ma fermiamoci al messaggio primario: sandali = piedi nudi.

Altri indizi? Una donna che indossa tacchi di 10 centimetri ci sta dicendo: "voglio essere sexy"; una donna che indossa scarpe basse ci sta dicendo: "voglio essere comoda". E ancora: donne con piercing e tatuaggi normalmente sono persone attente al dettaglio, di vedute aperte, che ci comunicano “provo autocompiacimento nell’esporre sul mio corpo un segno che richiami l’attenzione”, sono persone “eroiche” disposte al dolore fisico (spesso a vere e proprie battaglie famigliari per le più giovani) pur di ottenere ciò che desiderano.

Esibizionismo, autocompiacimento vanno a nozze con gli intenti di qualunque feticista che altro non aspetta che poter ammirare e adorare; inoltre l’elemento dell’eroismo ci permette di affermare che chiunque sia dotato di questa inclinazione sarà tendenzialmente un individuo capace di "sacrificarsi" per una giusta causa, la sua! (sarà sufficiente farle sposare anche la causa del feticismo, la nostra!).

 

 

 

Nel dettaglio: alla laccatura delle unghie delle mani spesso (MA NON SEMPRE!!!) corrisponde una uguale dedizione a quelle dei piedi, e una donna che non trascura la pedicure è quantomeno cosciente dell’eventualità che i suoi piedi possano essere oggetto di sguardi. È già un ottimo punto di partenza ;-)

Segnali ancora più espliciti come decorazioni applicate alle unghie dei piedi, anellini, o tatuaggi sul collo del piede o sulle caviglie, indicano la volontà di valorizzare quella parte del corpo e, inequivocabilmente, la totale accettazione della stessa come degna di essere evidenziata. Una donna così non potrà certo rifiutare un complimento sulla parte oggetto di tanta cura!

Movenze particolarmente voluttuose, armoniche, fluide, spiccatamente femminili, sono indicatrici di una persona in grado di muoversi con  coordinazione psico motoria, ovvero con consapevolezza e percezione di se all’interno di uno spazio, indica coerenza tra pensiero e azione/movimento, da cui la predisposizione al sapersi muovere - potenzialmente sempre e comunque - anche in situazioni/esperienze nuove, mai provate, mai vissute. Stiamo parlando di una persona maggiormente capace di percepire ed attuare.

Starà a noi feticisti facilitarla nel processo di acquisizione dati e conseguente trasformazione degli stessi in processi produttivi (esattamente quei processi che ci interessa si verifichino). Oddio mi perdo nei miei stessi ragionamenti… J

 

 

 

L’ASPETTO INTERIORE:

Ma come può essere una feticista dall’interno? Proviamo ad analizzare elementi di tipo interiore/psicologico, meno evidenti ma più radicati ... il look si può cambiare spesso e volentieri ma la nostra impostazione mentale no! (quanto meno non con la stessa rapidità, quindi è un indizio maggiormente indicativo dell’individuo)

Una persona che non assuma posizioni gratuitamente discriminanti o prevenute rispetto a qualsivoglia argomento/circostanza è una persona che non subisce l’influenza del pregiudizio: mente fertile per far attecchire il seme del feticismo! Questa categoria di individui spesso coltiva amicizie e relazioni sociali variegate, che non dipendono dall’estrazione sociale, culturale, sessuale.

Persone capaci di profonda introspezione denotano uguale attitudine all’ascolto e alla comprensione dell’altro, atteggiamento mentale basilare per la condivisione del nostro punto di vista, ovvero il punto di vista di un feticista.

Chi sa scavare profondamente in se, sapendo cogliere le matrici del proprio modo di pensare, più facilmente saprà applicarle al prossimo, facendosi quindi carico, con più tolleranza ed elasticità, delle diversità altrui, ridimensionandole a qualcosa di accettabile, possibile, condivisibile, sperimentabile.

Persone dotate di senso dell’umorismo sono predisposte di buon grado allo scherzo, al gioco, al divertimento, quindi alle sorprese, alle novità. Con questo tipo di persone avrà più efficacia una comunicazione iniziale che tenda a ironizzare, sdrammatizzare, stemperare l’argomento piedi. Quindi sarà opportuno approcciare con simpatia e autoironia appunto riservando gli aspetti più intimi e "ossessivi" ad un grado superiore di reciproca fiducia.

Un’ultima dote nascosta della potenziale feticista è la curiosità ... un’irresistibile tendenza alla soddisfazione dei propri interrogativi.

Provate a far passare l’idea che dietro al Feticismo del Piede vi sia tutto un mondo nuovo ed inesplorato da scoprire, pieno di cose inimmaginabili e al contempo reali, cose esclusive e tremendamente piacevoli ... POI MI DITE SE ESISTE UNA DONNA (CURIOSA) CHE RESISTE ALLA TENTAZIONE DI PROVARE!!!

 

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categoria:feet fetish and the city, lezioni per lui
domenica, 15 aprile 2007

Settimana pesante... pesantissima!

Questo week-end avevo bisogno di riposo e quindi non ho fatto niente di quello che avrei dovuto, ma va bene così. Dovevo fare la spesa, dovevo pulire e riordinare casa, dovevo finire di preparare le nuove magliette, dovevo scrivere un nuovo post, dovevo andare a trovare la mamma... e invece: inizierò la settimana con il frigo VUOTO, non potrò camminare a piedi nudi per casa perchè la polvere secca la pelle e correrei il rischio di calpestare qualche oggetto lasciato in giro, per le nuove magliette dovrete aspettare un'altra settimana e come nuovo post dovrete accontentarvi di questo perchè non ho le forze di prepararne uno dei soliti, mia mamma attenderà la mia visita fino a sabato prossimo.

In compenso ho deciso di terminare la domenica con un kebab al volo perchè non avevo voglia nemmeno di cucinare e per non sporcare casa più di quanto non fosse già ho pensato di mangiarlo su una panchina dei giardini pubblici sulla strada del ritorno.

Buona domenica e buona settimana a tutti!

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domenica, 08 aprile 2007

postato da: mattaxisandali alle ore 22:01 | Permalink | commenti (4)
categoria:foto
domenica, 01 aprile 2007

Gli cammino intorno in una sorta di spirale che mi porta sempre più vicino a lui, fino al contatto fisico, fino a quando possa assaporare il gelido tacco sulle cosce ormai piegate nella stessa posizione da una mezz’ora abbondante.

Quel freddo è un piccolo ristoro per l’accaldato attendere, prima che inizi il viaggio sulla sua carne.

Gli do istruzioni per farlo distendere pancia sopra. Non sarà certo il poco confort dei polsi dietro la schiena a distoglierlo dal piacere che prova … semmai si sommerà in un piacere più grande.

Gli tolgo la benda. Ora deve vedere.

La posizione fisica dei corpi sembra esprimere ruoli ben definiti ma la nostra complicità non segue  canoni comuni, è dettata da una profonda, profondissima intesa che va ben oltre.

Inizio a testare la sensibilità dei suoi muscoli col peso del mio passo. Sposto il carico dalla gamba di appoggio a terra a quella che lo calpesta con estrema gradualità e prolungandone la durata. Scelgo con cura i punti del suo corpo, li catalogo mentalmente in funzione delle sue reazioni nonostante il suo tentato occultamento delle espressioni del viso. Su di esso, piacere e dolore, non si distinguono … in realtà è tutto piacere.

Ci conosciamo troppo bene per superare il limite della sicurezza e del rispetto, e questo rende tutto molto più gradevole ed eccitante.

Spingo con insistenza sprofondando in lui fino a che il gommino di protezione del tacco “scompare”, e dopo una serie di metti/togli ottengo un effetto pois sulla sua pelle particolarmente fantasioso. Insinuando un piede tra le sue gambe lo induco ad aprirle quel tanto che basta per avere migliore acceso alle sue parti intime, a cui riservo delicati tocchi. Poi appoggio ancora il piede su di lui e con fare da equilibrista circense mi sfilo la scarpa depositandola sul suo ventre perfettamente dritta. 

Dovrà impegnarsi a non farla cadere trattenendo i sussulti.

Striscio la punta del piede lungo l’addome … il torace … il collo … e con abilità mi approprio della calza che tiene in bocca per estrarla e adagiarla sul suo petto. Alcuni rigoli di saliva riflettono la tenue luce dell’alogena. 

Il suo deglutire tradisce un’attenta gustazione del mio sapore rimasto in bocca.

La sua esplicita eccitazione accende la mia, se mai ce ne fosse stato bisogno, e a quel punto anch’io, come il maschio, intuisco “l’inutilità” dei preliminari, per cedere ad istinti decisamente più animaleschi.

Lo sovrasto dall’alto a gambe aperte per qualche istante ancora … la notte è appena iniziata e il nostro desiderio ci garantisce l’autonomia necessaria per portare a termine un altro lungo viaggio.

 

FINE

postato da: mattaxisandali alle ore 21:25 | Permalink | commenti (3)
categoria:racconti, lezioni di coppia