lunedì, 26 febbraio 2007

BRUCIAMO LA CODA DI PAGLIA! (quarto atto)

Abbiamo affrontato precedentemente il tema dell’identificazione dei propri valori e il relativo atteggiamento mentale di "sostegno" da assumere in loro difesa.
Sì lo so tra il dire e il fare... proprio per questo passeremo presto alle sezioni pratiche nelle quali si possa trovare conferma di tutte le teorizzazioni fin ora enunciate nella realtà quotidiana.
Nel frattempo iniziamo con il distinguere due tipologie di feticisti in esame: quella costituita da feticisti consapevoli ma inespressi e single dai feticisti consapevoli ma inespressi nonostante la "coniugalità" con una compagna (moglie, fidanzata o semplice frequentazione femminile).
Per ora ci concentreremo sulla prima categoria... la più avvantaggiata (feticisti consapevoli ma inespressi e single), rappresentata da tutti quei Feticisti che sono in cerca di una compagna.
Dico avvantaggiata poiché la problematica è solo quella ti trovarla ex novo, e non di convertire una donna già compagna tenuta all’oscuro, la cui considerazione del proprio uomo sia fondata su elementi ormai consolidati (per il reciproco grado di conoscenza fino a quel momento) ma improvvisamente controvertibili da nuove rivelazioni sulla sua persona.



Procediamo per ovvietà dato che per il cervello umano rappresenta la condizione più difficile per appropriarsi del ragionamento. Spesso le ovvietà considerate tali dal nostro modo di pensare ci inducono a credere che non siano meritevoli di qualsivoglia approfondimento (infatti la testa ci dice che è OVVIO!!!).
Non è esattamente così:
Se io fossi un Feticista del piede consapevole ma single ed in cerca di una compagna troverei ovvio (ancorché consapevole) cercare una Feticista corrispondente... OVVIO! Ma perché allora sono ancora alla ricerca? Forse si sarà estinta (o non è mai esistita) la razza delle donne Feticiste del piede? Forse nessuno è in grado di capirci? Forse commetto un peccato mortale nel voler coinvolgere la partner nella mia ricerca del piacere? Forse...
Forse è il caso di mettere da parte tutti questi forse e ragionare su dati di fatto, su episodi concreti che possano testimoniarci la bontà del discorso.
Quanti fatti concreti potete annoverare tra quelli effettivamente perseguiti per raggiungere il vostro scopo? Non è importante identificare quali andati a buon fine e quali no, piuttosto quantificarli numericamente, anche in questo caso vale la legge dei grandi numeri. Intendo dire che se a trent’anni di vita i vostri tentativi si possono contare su una mano, sono pochi per lamentarvi del vostro mancato successo. 

 

La ricerca della persona giusta si articola attraverso un percorso arduo, in salita, e pieno di trabocchetti ma questo è il sadico sarcasmo della vita, nulla più.
Non dovremmo mai crearci l’immagine ideale del partner attraverso l’amplificazione dei suoi pregi e delle sue virtù, piuttosto prendere coscienza della realtà attraverso un processo contrario di identificazione dei suoi difetti e delle sue negligenze evitando di costruirci falsi alibi per la loro accettazione.
E ovvio sia più facile accettare di buon grado tutti i lati positivi (che tra l’altro essendo positivi non avrebbero bisogno di essere amplificati: li abbiamo già accettati!) rispetto a quelli negativi, tuttavia essendo decisamente questi ultimi che compromettono la stabilità della coppia e la nostra realizzazione in essa, nella nostra fase di analisi influisce poco l’eventuale amplificazione: già non ci piacciono! Tuttavia estremizzare potrebbe aiutarci a prendere coscienza della realtà.
Dunque la donna ideale (per noi donna feticista) non la troverete mai (salvo caduta dal cielo) cercandola nei meandri delle sue virtù tra le quali avete già autorizzato l’esclusione del feticismo del piede come effettiva dote. È molto probabile che in quel caso abbiate già deciso che sia la donna ideale, semplicemente perché siete voi ad accettare l’idea che la donna ideale possa essere ideale indipendentemente dal fatto che condivida o no con voi la passione per i piedi. A mio ideale è un paradosso! Forse si tratta dell’ideale di qualcun altro che non siete voi!!!
Allora sarà bene che cerchiate la vostra donna ideale tra quelle con cui sia possibile il confronto tematico di cui sopra... e già così sarà difficilissimo trovarla!!! È altrettanto vero che non la troverò tra quelle che di feticismo dei piedi non ne vogliono sentir parlare. Ovvio no? CERTAMENTE OVVIO, talmente ovvio che forse non avete mai ragionato in questi termini, liquidando la questione con un bel: "in fondo ha già tante altre qualità". Come siamo bravi a raccontarci le favole e come siamo bravi a crederci quando ci fa comodo!



Riassumendo: la donna ideale per un feticista non può NON essere che una donna feticista (per donna feticista non intendo dire che tale passione le debba appartenere da sempre e indipendentemente da voi, ma che abbia quei requisiti mentali e della personalità necessari per condividerla sia da un punto di vista psicologico che sessuale).
Naturalmente non esiste un marchio di fabbrica stampato in fronte per cui sia possibile riconoscere al volo una potenziale feticista (a meno che non indossi inequivocabilmente una delle mie magliette), ma esiste un metodo (quello che diventerà il proprio metodo) per velocizzare la scoperta del potenziale, nel proprio interesse di non perdere tempo a vuoto. Affronterò in un’altra lesson l’identikit della potenziale feticista.
Tornando al concetto di partenza, iniziamo quindi col dire che un feticista dovrebbe affrontare appena possibile l’argomento piedi con la sua nuova conoscenza femminile, primo per non perdere tempo inutilmente, secondo perché nella fase iniziale di una conoscenza le implicazioni psicologiche e sentimentali sono ancora tali da rendere più che sopportabile l’eventuale rinuncia alla frequentazione futura di qualcuno che non soddisfa i vostri valori feticisti.
La fase iniziale della conoscenza tra due persone che hanno reciprocamente il desiderio di esplorarsi ha un ulteriore aspetto a vostro vantaggio: l’eccitazione iniziale rende più facile l’accettazione di simpatici difetti e curiose “stramberie” perché rappresentano in quel momento ulteriori elementi di stimolo a proseguire la reciproca esplorazione e quindi elementi con una connotazione positiva e non negativa perché diversa. È evidente la maggior facilità con la quale potete esprimere le vostre inclinazioni considerate “diverse” per non dire ”deviate” dal pensare comune, in una fase come quella del corteggiamento.
Provate ad immaginare (a meno che non ci siate già passati) una coppia in cui lui, dopo qualche anno di relazione consolidata e magari proiettata verso un progetto di vita comune, improvvisamente tende a spingere la sessualità verso una direzione nuova (feticismo, bdsm, …). La reazione di lei sarà, nella migliore delle ipotesi, di stupore e smarrimento che facilmente poteranno all’isolamento o, dopo lunghe discussioni, ad un irreversibile rifiuto della “nuova direzione”, nella peggiore delle ipotesi il rifiuto riguarderà anche lui come persona perché lei si sentirà tradita in tutte quelle maturate convinzioni sulle quali si è basato il rapporto di coppia fino a quel momento.

(ci tengo a precisare che il ragionamento può valere per un feticista con la sua donna quanto per una donna amante del bondage o di qualche pratica inusuale con il suo uomo e comunque in tutte quelle occasioni in cui non si è chiari sulle proprie inclinazioni o passioni o abitudini di vita, ovvero sui propri valori irrinunciabili)


postato da: mattaxisandali alle ore 23:04 | Permalink | commenti (12)
categoria:feet fetish and the city, lezioni per lui
lunedì, 26 febbraio 2007

Piccolo omaggio a GiseleB che mi ha "regalato" una belissima recensione, se volete potete leggerla su:

www.malatempora.com

postato da: mattaxisandali alle ore 20:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:fetish news
lunedì, 26 febbraio 2007
Ho intenzione di scoprirlo!



Siamo in tanti, sempre di più, non mi aspettavo che un blog come il mio potesse avere tanta partecipazione, chi più attiva, chi meno ma sempre tanta e molto gradita.
Ogni volta che mi bevo un caffé in qualche città d’Italia mi guardo intorno e mi chiedo se la persona che mi osserva di sottecchi dal tavolino accanto, o la persona che ho incrociato di sfuggita entrando nel bar, o ancora chi mi ha così gentilmente servito la tazzina con il cioccolatino fondente che mi piace tanto, sia la stessa persona che mi ha scritto una mail lamentandosi che non visualizza le foto, la stessa che ha lasciato sul blog un commento pieno di complimenti, la stessa che mi chiede un incontro senza impegno per un semplice caffé… sarebbe bello scoprirlo ma non posso né chiedere a tutti coloro che incontro e che mi incuriosiscono, se conoscono il blog di Sara, né accettare tutti gli inviti di coloro che mi propongono un caffé senza impegno davanti a un negozio di sandali.

Allora mi è venuta un’idea: perché non lasciare la scelta al caso?

Chi di voi volesse sfidare la sorte, deve contrassegnare ogni banconota che mette in circolazione, di qualsiasi taglio, con l’indirizzo del blog da un lato e il proprio nick name (riconoscibile da me e quindi lo stesso che utilizza per scrivermi commenti o mail) dall’altro lato. La prima banconota contrassegnata che mi capiterà in mano, varrà un caffé con Sara. Vista l’altissima circolazione delle banconote in tutta Europa chiunque dalla Sicilia al Piemonte può arrivare a me. Inutile dire che più banconote avete la pazienza di contrassegnare, più possibilità ci sono che la fortuna sia dalla vostra…

Che sia domani, tra un mese, tra un anno, non vedo l’ora!
postato da: mattaxisandali alle ore 19:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:fetish news
sabato, 03 febbraio 2007

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BRUCIAMO LA CODA DI PAGLIA! (terzo atto)

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Lo scopo di un feticista del piede non deve essere quello di convincere ma di avvincere.

La comunicazione consiste nell’assunzione della responsabilità delle risposte che si ricevono, se le risposte che mi danno non sono quelle che mi aspettavo è molto probabile che abbia sbagliato il modo di porre la domanda.

Se sono un feticista frustrato e non realizzato, dovrei incominciare a domandarmi non PERCHÉ lo sono ma COME fare per gratificarmi e realizzarmi.

Ancora una volta avanziamo per esempi pratici.

E noto a tutto il genere umano quanto sia diffusa tra gli uomini la passione per il calcio o per i motori, così come per le donne quella per la cosmesi o per la moda.

Adesso immaginate di incontrare una donna capace di sostenere con disinvoltura e competenza qualsiasi discorso tecnico/sportivo su motori e competizioni motoristiche, in grado di citare marche, sigle e codici con assoluta professionalità di settore. O ancora, immaginate una donna capace di ricordare a memoria risultati calcistici e formazioni di squadre. Non rimarreste comunque stupiti e catturati da tanta preparazione, per il fatto che sia una donna a sapere tanto, indipendentemente dal vostro interesse erotico nei confronti di quella stessa donna?

Proviamo a ribaltare la situazione dal punto di vista femminile: se io mi trovassi davanti un uomo capace di sostenere una conversazione su ultime tendenze e novità in campo di moda, o nel dettaglio in campo di piedi, pedicure, scarpe, sandali… non ci sarebbe alcuna differenza! Sarei rapita da tanta preparazione in settori non propriamente maschili, per me assolutamente naturali.

Il trucco sta proprio qui: nel subliminale contrasto creato tra quelle generalmente riconosciute come competenze femminili e il fatto che quelle stesse competenze siano invece esplicate da un uomo.

Dunque iniziate a documentarvi, studiare e memorizzare quanti più dati possibili relativi a tutto ciò che è potenzialmente associabile ai piedi e quindi riconducibile al feticismo. Questo vi consentirà di stabilire continui riferimenti e citazioni all’argomento.

Vi sto dicendo di imparare nomi di creme, metodologie di trattamenti curativi/estetici, marche di scarpe, negozietti particolari, citate letture sul tema e documenti "istituzionali" da spendere con disinvoltura nelle più normali conversazioni, trasmettendo l’idea che possiate quasi diventare una sorta di consulente d’immagine (per i piedi).

Questo è il primo passo per avvicinarci alla condivisione di un tema tanto caro come quello dei piedi appunto, ma sappiate che è soltanto l’incipit, il punto di contatto, di partenza ... non potrete "fingere" e nascondere ad oltranza il valore erotico che voi attribuite ai piedi dietro la maschera del finto estetista, non sarebbe corretto e soprattutto non vi libererebbe dalla coda di paglia, obbligandovi ancora a vivere con frustrazione la vostra passione.

L’obiettivo finale sarà quello di dichiararsi feticisti del piede senza paura di sgradevoli valutazioni, anzi, con piacevolissime conseguenze.

ATTENZIONE PERÒ! Ora non dimenticate che nella maggior parte delle donne risiede una forma innata di feticismo che potremmo definire estetico (sarebbe altrimenti inspiegabile tanta maniacale propensione nella scelta delle scarpe, degli accostamenti con le calze, con gli smalti, tanto tempo speso nelle sedute dall’estetista, ecc), mentre il feticismo maschile potremmo definirlo prevalentemente erotico.

Che si tratti di feticismo estetico o erotico, la cosa ben augurale è riscontrare che il terreno di gioco sia lo stesso per entrambe le parti: questo consentirà reciprocamente di stabilire il "regolamento del gioco". L’importante, in questa prima fase di approccio e di auto-esposizione, è utilizzare sempre un linguaggio affine alla logica di feticismo estetico anziché un linguaggio affine al feticismo erotico. Se vedete una donna con un paio di piedi attraenti, quello che vi passa in testa è quasi certamente un pensiero ai limiti della pornografia, ovvio che se il commento fosse troppo spinto la donna in questione lo prenderebbe come un’invasione del proprio spazio intimo, ma se le fate un complimento sulle scarpe, sulla cura dei piedi o sul suo modo di camminare non potrà che apprezzare. Il primo segnale che quella è una donna che apprezzerà questo tipo di complimenti potrebbe essere il fatto che ha mani e piedi particolarmente curati nella pedicure e nello smalto.

 

Facciamo qualche simpatico esempio di traduzione per rendere l’idea:

 

Pensiero adatto al

FETICISMO EROTICO

 

Linguaggio adatto al

FETICISMO ESTETICO

1) vorrei leccare il tacco delle tue scarpe

1) wow che tacco vertiginoso le tue scarpe!

2) mi eccita annusarti i piedi

2) il profumo della tua pelle è per me irresistibile

3) mi eccito all’idea di metterti lo smalto

3) questo smalto valorizza molto i tuoi piedi

4) mi farei fare di tutto dai tuoi piedi così sensuali

4) quel dondolare della tua caviglia è molto sinuoso

5) sapresti fare un foot job?

5) conosci il mondo feet fetish?

6) muoio dalla voglia di vedere che piedi contengono quelle scarpe fetish

6) le tue scarpe sono davvero originali, molto belle, hai lo stesso gusto anche per i sandali

 

 

Vedremo nelle prossime LESSONS le tecniche per passare dall’approccio al feticismo estetico a quello erotico conducendo per mano la partner in modo "indolore" e soprattutto efficace.

E non mancate perché farò l’appello!!!

postato da: mattaxisandali alle ore 15:32 | Permalink | commenti (33)
categoria:feet fetish and the city, lezioni per lui