BRUCIAMO
Abbiamo affrontato precedentemente il tema dell’identificazione dei propri valori e il relativo atteggiamento mentale di "sostegno" da assumere in loro difesa.
Sì lo so tra il dire e il fare... proprio per questo passeremo presto alle sezioni pratiche nelle quali si possa trovare conferma di tutte le teorizzazioni fin ora enunciate nella realtà quotidiana.
Nel frattempo iniziamo con il distinguere due tipologie di feticisti in esame: quella costituita da feticisti consapevoli ma inespressi e single dai feticisti consapevoli ma inespressi nonostante la "coniugalità" con una compagna (moglie, fidanzata o semplice frequentazione femminile).
Per ora ci concentreremo sulla prima categoria... la più avvantaggiata (feticisti consapevoli ma inespressi e single), rappresentata da tutti quei Feticisti che sono in cerca di una compagna.
Dico avvantaggiata poiché la problematica è solo quella ti trovarla ex novo, e non di convertire una donna già compagna tenuta all’oscuro, la cui considerazione del proprio uomo sia fondata su elementi ormai consolidati (per il reciproco grado di conoscenza fino a quel momento) ma improvvisamente controvertibili da nuove rivelazioni sulla sua persona.
Procediamo per ovvietà dato che per il cervello umano rappresenta la condizione più difficile per appropriarsi del ragionamento. Spesso le ovvietà considerate tali dal nostro modo di pensare ci inducono a credere che non siano meritevoli di qualsivoglia approfondimento (infatti la testa ci dice che è OVVIO!!!).
Non è esattamente così:
Se io fossi un Feticista del piede consapevole ma single ed in cerca di una compagna troverei ovvio (ancorché consapevole) cercare una Feticista corrispondente... OVVIO! Ma perché allora sono ancora alla ricerca? Forse si sarà estinta (o non è mai esistita) la razza delle donne Feticiste del piede? Forse nessuno è in grado di capirci? Forse commetto un peccato mortale nel voler coinvolgere la partner nella mia ricerca del piacere? Forse...
Forse è il caso di mettere da parte tutti questi forse e ragionare su dati di fatto, su episodi concreti che possano testimoniarci la bontà del discorso.
Quanti fatti concreti potete annoverare tra quelli effettivamente perseguiti per raggiungere il vostro scopo? Non è importante identificare quali andati a buon fine e quali no, piuttosto quantificarli numericamente, anche in questo caso vale la legge dei grandi numeri. Intendo dire che se a trent’anni di vita i vostri tentativi si possono contare su una mano, sono pochi per lamentarvi del vostro mancato successo.
La ricerca della persona giusta si articola attraverso un percorso arduo, in salita, e pieno di trabocchetti ma questo è il sadico sarcasmo della vita, nulla più.
Non dovremmo mai crearci l’immagine ideale del partner attraverso l’amplificazione dei suoi pregi e delle sue virtù, piuttosto prendere coscienza della realtà attraverso un processo contrario di identificazione dei suoi difetti e delle sue negligenze evitando di costruirci falsi alibi per la loro accettazione.
E ovvio sia più facile accettare di buon grado tutti i lati positivi (che tra l’altro essendo positivi non avrebbero bisogno di essere amplificati: li abbiamo già accettati!) rispetto a quelli negativi, tuttavia essendo decisamente questi ultimi che compromettono la stabilità della coppia e la nostra realizzazione in essa, nella nostra fase di analisi influisce poco l’eventuale amplificazione: già non ci piacciono! Tuttavia estremizzare potrebbe aiutarci a prendere coscienza della realtà.
Dunque la donna ideale (per noi donna feticista) non la troverete mai (salvo caduta dal cielo) cercandola nei meandri delle sue virtù tra le quali avete già autorizzato l’esclusione del feticismo del piede come effettiva dote. È molto probabile che in quel caso abbiate già deciso che sia la donna ideale, semplicemente perché siete voi ad accettare l’idea che la donna ideale possa essere ideale indipendentemente dal fatto che condivida o no con voi la passione per i piedi. A mio ideale è un paradosso! Forse si tratta dell’ideale di qualcun altro che non siete voi!!!
Allora sarà bene che cerchiate la vostra donna ideale tra quelle con cui sia possibile il confronto tematico di cui sopra... e già così sarà difficilissimo trovarla!!! È altrettanto vero che non la troverò tra quelle che di feticismo dei piedi non ne vogliono sentir parlare. Ovvio no? CERTAMENTE OVVIO, talmente ovvio che forse non avete mai ragionato in questi termini, liquidando la questione con un bel: "in fondo ha già tante altre qualità". Come siamo bravi a raccontarci le favole e come siamo bravi a crederci quando ci fa comodo!
Riassumendo: la donna ideale per un feticista non può NON essere che una donna feticista (per donna feticista non intendo dire che tale passione le debba appartenere da sempre e indipendentemente da voi, ma che abbia quei requisiti mentali e della personalità necessari per condividerla sia da un punto di vista psicologico che sessuale).
Naturalmente non esiste un marchio di fabbrica stampato in fronte per cui sia possibile riconoscere al volo una potenziale feticista (a meno che non indossi inequivocabilmente una delle mie magliette), ma esiste un metodo (quello che diventerà il proprio metodo) per velocizzare la scoperta del potenziale, nel proprio interesse di non perdere tempo a vuoto. Affronterò in un’altra lesson l’identikit della potenziale feticista.
Tornando al concetto di partenza, iniziamo quindi col dire che un feticista dovrebbe affrontare appena possibile l’argomento piedi con la sua nuova conoscenza femminile, primo per non perdere tempo inutilmente, secondo perché nella fase iniziale di una conoscenza le implicazioni psicologiche e sentimentali sono ancora tali da rendere più che sopportabile l’eventuale rinuncia alla frequentazione futura di qualcuno che non soddisfa i vostri valori feticisti.
La fase iniziale della conoscenza tra due persone che hanno reciprocamente il desiderio di esplorarsi ha un ulteriore aspetto a vostro vantaggio: l’eccitazione iniziale rende più facile l’accettazione di simpatici difetti e curiose “stramberie” perché rappresentano in quel momento ulteriori elementi di stimolo a proseguire la reciproca esplorazione e quindi elementi con una connotazione positiva e non negativa perché diversa. È evidente la maggior facilità con la quale potete esprimere le vostre inclinazioni considerate “diverse” per non dire ”deviate” dal pensare comune, in una fase come quella del corteggiamento.
Provate ad immaginare (a meno che non ci siate già passati) una coppia in cui lui, dopo qualche anno di relazione consolidata e magari proiettata verso un progetto di vita comune, improvvisamente tende a spingere la sessualità verso una direzione nuova (feticismo, bdsm, …). La reazione di lei sarà, nella migliore delle ipotesi, di stupore e smarrimento che facilmente poteranno all’isolamento o, dopo lunghe discussioni, ad un irreversibile rifiuto della “nuova direzione”, nella peggiore delle ipotesi il rifiuto riguarderà anche lui come persona perché lei si sentirà tradita in tutte quelle maturate convinzioni sulle quali si è basato il rapporto di coppia fino a quel momento.
(ci tengo a precisare che il ragionamento può valere per un feticista con la sua donna quanto per una donna amante del bondage o di qualche pratica inusuale con il suo uomo e comunque in tutte quelle occasioni in cui non si è chiari sulle proprie inclinazioni o passioni o abitudini di vita, ovvero sui propri valori irrinunciabili)
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