lunedì, 27 novembre 2006

SITUAZIONE: una domenica pomeriggio nel totale relax, scegliete il salotto o comunque un posto dove lei può mettersi comodamente su una poltrona e lui seduto a terra sopra un comodo cuscino.
ABBIGLIAMENTO: comodo ma non sgraziato, ricordate che state eseguendo un rito erotico
ATTEGGIAMENTO: non perdete mai il contatto visivo ne uditivo con la vostra compagna anche se siete giustamente distratti dalle sue estremità inferiori, è un gioco nel quale deve sentirsi coinvolta quanto voi, mantenete toni bassi e movimenti lenti per favorire l’atmosfera.
STRUMENTI: kit completo per la pedicure, potete munirvi di strumenti tradizionali (forbicine, lima per le unghie, lima levigante per la superficie delle unghie) oppure di uno strumento più moderno composto da un motore ricaricabile a cui cambiare solo l’accessorio (come quello che ho descritto in uno dei miei primi post); indispensabile un balsamo ammorbidente per pellicine o ancor meglio dei sali ammorbidenti per il pediluvio, un catino, una spazzolino per pulire le unghie, una pietra pomice (a volte pietra pomice e spazzolino sono un oggetto unico), un asciugamano (magari quello che normalmente lui usa per il viso), un separatore per dita, uno smalto o il kit di smalti per il french style e le relative lunette adesive (in questa lezione farò riferimento a questo stile che amo particolarmente), una pinzetta per le sopracciglia, una crema per le screpolature e una più liquida per tutto il piede.

FASE 1: disporre tutti gli strumenti ordinatamente su un tavolino o in terra in modo da averli tutti a portata di mano non dimenticando che l’ordine regala ritualità ai gesti.
FASE 2: riempire una bacinella di acqua calda e sciogliervi dentro i sali, immergere i suoi piedi nell’acqua e approfittarne per accarezzarli con le mani in modo da stabilire un contatto pelle a pelle. Prendere lo spazzolino e passarlo delicatamente sia sotto che sopra le unghie in modo da eliminare eventuali impurità. Passare la pietra pomice sul tallone o sulla pianta dove poggia il piede quando indossa i tacchi e in ogni caso dove sentite che la pelle è un po’ più spessa. A volte qualche piccola callosità si forma sulla punta delle dita più sporgenti rispetto alle altre perché toccano la punta delle scarpe. Asciugare delicatamente un piede alla volta posandolo tra le proprie gambe. (Se non avete a disposizione dei Sali ammorbidenti potete sostituire questa fase lavandole i piedi in una bacinella con del sapone delicato e passare comunque la pietra pomice, per ammorbidire le pellicine applicate alla fine del pediluvio il balsamo e toglierlo con del cotone dopo averlo lasciato agire per un paio di minuti), con le forbicine tagliate le pellicine in eccedenza stando sempre ad almeno ½ millimetro dal bordo, meglio un eccesso che una fastidiosa ed antiestetica piccola ferita, la crema che applicherete alla fine correggerà eventuali imperfezioni.
FASE 3:applicare il separa dita infilando lentamente ad una ad una dal quinto dito all’alluce, cercate di godervi questa operazione come una tecnica di immobilizzazione delicatamente sadica (un po’ lo è perché il separa dita è tutto fuorché comodo da tenere indossato). Applicare poi le lunette adesive ad un paio di millimetri (non di più) dal bordo dell’unghia, ai piedi dona molto anche solo un millimetro. Prendere lo smalto bianco coprente e passarlo sul bordo di ogni unghia, rimuovere con la pinzetta per sopracciglia le lunette ad ogni applicazione su ogni dito prima che si asciughi lo smalto (eviterete che si stacchi completamente). Rimuovete eventuali sbavature con un cotton-fioc imbevuto di solvente. A questo punto applicate una o due mani (a seconda dei gusti) di smalto bianco lattiginoso su tutta la superficie dell’unghia, infine una mano di smalto trasparente, meglio ancora di lacca ceramica che lucida e rinforza il lavoro fatto (NB ad ogni passaggio ricominciate e terminate con la stessa unghia per dare il tempo allo smalto di asciugare). Per una corretta applicazione, lo smalto non deve toccare le pellicine altrimenti seccando rovinerà tutta la fatica della fase 2, ma non deve nemmeno lasciare troppo stacco tra l’unghia e la pelle. Insomma, mano ferma e precisione!
FASE 4: Asciugate con il phon (o con il soffio direttamente dalla vostra bocca se avete tempo e pazienza) la smaltatura, per essere certi che sia perfettamente asciutta passate le labbra sulla prima unghia che avete smaltato, se scivolano senza fare attrito sono pronte. A questo punto la parte più sensuale di tutta l’operazione, l’applicazione della crema. Passate prima la crema per screpolature nelle zone più critiche, quelle che avete passato con la pietra pomice e tutta la zona attorno alle unghie, dove avete rimosso le pellicine. Per il gran finale abbondate con la crema fluida in modo che impieghi molto tempo ad assorbirsi e sbizzarritevi in un massaggio lento e meticoloso di tutto il piede premendo sulla pianta, tirando leggermente l dita una alla volta, stringendo delicatamente la caviglia mentre scorrete la mano verso il ginocchio… ricordate, in ogni movimento dovete trasmettere sensualità, carica erotica, sessualità (NB sono graditi mugolii e versi di apprezzamento da entrambe le parti durante tutta la pratica).

Sfido qualunque donna a non gradire un trattamento del genere, certo è molto intimo ma dai suoi risultati garantiti (oltre a quelli estetici)!

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categoria:pedicure, lezioni di coppia
domenica, 19 novembre 2006

Sara si era svegliata presto, era un sabato mattina uggioso ma lei aveva un programma eccitante e non sarebbe stato certo il tempo grigio a farla desistere. Per prima cosa una bella doccia, poi il classico rituale della crema da cospargersi su tutto il corpo, infine la delicata asciugatura dei capelli corti e dritti e il trucco. Alla pedicure, per non farla di fretta, si era dedicata la sera prima, scegliendo un classico french style e massaggiando a lungo i piedi con le sue creme specifiche. Ora era davanti all’armadio aperto con la tipica espressione interrogativa di ogni donna che, prima di un appuntamento tanto atteso, si domanda “e ora che mi metto?!”. Un dito penzolante dall’angolo della bocca, la fronte aggrottata, gli occhi lustri… lo sguardo le si posa sulla sua gonna grigia in fresco lana con la sottogonna a pois che sporge per un paio di centimetri, la tira fuori con il dito che prima stava in bocca, con la mano destra estrae la camicia abbinata alla gonna, tutta a pois bianchi su fondo nero di forma avvitata e sottile. “Perfetto!” approva tra se e se mentre indossa il completo. Lo abbina ad un paio di sandali con il tallone chiuso, laccetti attorcigliati alla caviglia e listini sottili, sono in raso nero a pois bianchi… vi ricorda qualcosa? Sara è proprio una precisino fatta e finita!
Giusto in tempo, il suo accompagnatore sta suonando alla porta. Ovviamente parlo dell’amico di Sara che condivide con lei la passione dei sandali e dello shopping. Per oggi hanno un piano diabolico quanto spassoso: state a vedere!

Il centro di sabato mattina è pieno zeppo di gente, famiglie, mamme con passeggino e prole al seguito, gruppetti di ragazze a fare compere da indossare il sabato pomeriggio, coppie che passeggiano in attesa della spesa all’Iper o del pranzo dai suoceri. Sara e Larry scelgono il negozio di calzature più IN e più grande del centro, entrano con decisione e attendono che una commessa venga loro incontro. Non devono attendere molto, non appena entrano vengono notati, impossibile che Sara entri in un negozio e passi inosservata, riflette voglia di acquisto da ogni lato.
“Buongiorno, vorrei provare un po’ di sandali… si… insomma sono indecisa sull’acquisto da fare, li vorrei con il tacco alto e sottile che lascino molto scoperto il piede ma non so se colorati un po’ strani o i classici neri super fetish… porto il 37 e ½ quindi se non ce l’ha porti pure il 37 o il 38 in base a come calzano”. La commessa è un po’ disorientata ma non si perde d’animo, fa accomodare Sara sul divanetto davanti all’enorme specchio a parete e le promette “qualche esemplare davvero unico”. Torna con 5 scatole, le posa accanto al divanetto e si appresta ad aprirle ma interviene Larry “No. Mi perdoni, provo io a Sara i suoi sandali, lei permette non è vero?” … la commessa lo guarda con occhi sgranati e l’espressione un tantino perplessa ma nel mentre fa un passo indietro “Grazie, permesso…”.
Larry si china ai piedi di Sara e con il volto serio e professionale si accomoda a gambe incrociate. Apre ad una ad una le scatole e tira fuori tutti i sandali disponendoli a coppie in una fila ordinata. Prende in grembo i piedi di Sara e inizia a slacciarle il nodo che lega i sandali alle sue caviglie. Le accarezza i piedi delicatamente e le prova tutti i sandali portati dalla commessa seguendo una ritualità fatta di gesti eleganti e lentezza strategica (chi sa… sa di cosa parlo). Ogni volta che ha indossato un paio di sandali, Sara fa una breve passeggiata per il negozio e poi torna a sedersi, chiede a Larry un parere e attende che lui le sfili il paio indossato e le indossi un paio nuovo. La scenetta non passa certo inosservata, basterebbe guardarsi intorno e ci si renderebbe conto che sia il personale del negozioche gli avventori, sia le clienti che i rispettivi compagni presenti, hanno la coda dell’occhio nella loro direzione, qualcuno addirittura li fissa divertito (magari più che divertito sta facendo pensieri erotici ma finge un sorriso ironico per non farsi scoprire). Sara e Larry non se ne curano affatto, sono in una dimensione parallela, persi nel loro gioco, consapevoli dell’interesse suscitato ma senza esserne affatto condizionati.

Sara sceglie un paio di sandali o meglio dire ciabattine in pelle rosso fuoco con delle piccole borchie in acciaio. MOLTO FETISH… Con fare indifferente rispetto all’interesse suscitato si avvicina alla cassa con la scatola in mano mentre Larry ricompone le scatole che resteranno in negozio. Paga esibendo un sorriso mozzafiato ed esce dal negozio sottobraccio al suo accompagnatore. Mentre si allontanano sentono uno stormo di occhi che segue il loro passo, si sentono elettrizzati, eccitati, divertiti… un’esperienza da ripetere!


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categoria:racconti
sabato, 11 novembre 2006

Forse non tutti i feticisti sanno di questa singolarissima pratica erotica che per sua natura ha grandi affinità con l’argomento piedi.
Per la cronaca il Tickling è un’attività che i più considerano piacevolmente erotica, ma non necessariamente, ed ha come oggetto il solletico (dall’inglese to tickle = solleticare).
Nasce e si diffonde in America dai primi anni 70 attraverso riviste e video a tema, anche se, fonti storico letterarie attribuiscono le origini a qualche secolo prima … in Europa intorno al ‘700.
L’escalation di tale erotismo varia da un semplice accarezzamento del corpo con morbidissime piume o un tocco leggero delle dita, fino a spingersi a contesti decisamente più intensi e trasgressivi.

Chi non ha almeno per una volta fatto o subito IL SOLLETICO?

In questo contesto affronterò l’argomento da un punto di vista più ludico/erotico che ludico/infantile.
Si può inquadrare il Tickling come una forma di "sado feticismo" includendo in se tutti gli elementi tipici delle pratiche SM e tutti gli elementi tipici della forma mentis che caratterizzano il concetto di feticismo, in questo caso riferito non a un oggetto o una parte anatomica del corpo (il piede) ma ad un atteggiamento, una situazione.
Diciamo pure che è una disciplina al limite della tortura soprattutto per chi lo patisce come me ;-) e come tutte le pratiche SM può essere esplicata a più livelli, fatta salva evidentemente l’indispensabile consensualità reciproca di chi si accinge a praticarla.
Ecco pertanto che si aprono scenari Dungeon di tutto punto in cui la vittima viene immobilizzata su
gotiche strutture (o più comodamente al letto) che, essendo dotate di lacci in cuoio, corde o catene, impediscono qualsiasi movimento e possibilità di fuga, e successivamente tormentata con la sottile e feroce tortura del solletico.
Si può trattare di un gioco a due ma non si escludono partecipazioni di gruppo (Gang Tickle Torture). Il Tickling viene praticato negli ambienti etero così come in quelli omo.
Il piccolo segreto affinché non si verifichi una repulsione mentale con conseguente “rigetto fisico”, è che il solletico sia somministrato in modo gradualmente in aumento, dando al corpo la possibilità di tollerarlo con altrettanta progressione.
Quello che bisogna sapere è che, dopo una fase iniziale di presunto panico, il nostro organismo incomincia a produrre endorfine sotto l’effetto del solletico (per l’aumento dell’attività cardio respiratoria e lo sforzo dovuto alle contrazioni muscolari) e questo determina una sensazione di benessere che aumenta gradualmente (senza contare la sensazione liberatoria del ridere a crepapelle fino alle lacrime). Inoltre lo stimolo della risata si origina nella parte del cervello che viene coinvolta per esempio durante l’assunzione di sostanze alcoliche e “non solo”… ho detto tutto!
Personalmente ho scoperto e provato questa fantastica esperienza circa un anno fa.
Quando me ne parlarono rimasi inizialmente perplessa sulla veridicità della notizia ma, incuriosita, decisi di approfondire l’argomento fino a mettermi in gioco e sperimentare personalmente la novità! Ovviamente in entrambi i ruoli: quello della vittima torturata a più non posso e quella della solleticatrice matta che può finalmente vendicarsi!
Inutile sottolineare come nel Tickling il gioco delle parti sia strutturalmente inglobato. Per assurdo esercitarlo anche solo verbalmente con piccole ma funzionali minacce e/o snervante terrorismo psicologico permette di ottenere i medesimi effetti di un’azione tattile.
Con mia grande sorpresa dovetti fare i conti con la mia errata convinzione di non soffrirlo troppo.
Sarà stata la situazione di complicità che si era venuta a creare, sarà stata la mia capacità di concedermi un totale abbandono, sarà stata l’alta maestria di chi me lo infliggeva ma – devo dirlo – le sensazioni sono state decisamente forti e intense. Mai provate prima, irrinunciabili ora.

L’argomento non si esaurisce qui, più avanti altre curiosità ed esperienze sul tema.

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categoria:tickling
mercoledì, 08 novembre 2006

"...non posso trattenermi dall'esprimere lo sgomento che provo quando vedo una donna portare una borsa di coccodrillo con un insieme elegante solo perchè l'ha pagata un'enorme somma di denaro. Il coccodrillo è rigorosamente per le tenute sportive o i viaggi, le scarpe come la borsa, e questo stimatissimo rettile dovrebbe avere il permesso di ritirarsi tutte le sere alle cinque" (Elegance - Kathleen Tessaro)

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categoria:lezioni di stile
domenica, 05 novembre 2006

Nonostante il periodo intenso e i numerosi impegni, la mia creatività è in piena! Tra un viaggio e l’altro ho avuto l’ennesima idea matta…
Sono in lavorazione le foto dell’esclusivissimo calendario "mattaxisandali 2007" - 12 mesi, 12 scatti.
Scarpe, sandali, e piedi completamente nudi.
Le copie saranno a tiratura limitata: fatte a mano (bèh proprio a mano magari no, ma sicuramente con la mia personalissima stampante!!!).
Autografati e per i primi 10 con dedica personalizzata (max 20 parole: trascritte su tua richiesta… naturalmente Sara si riserva, a suo personale e insindacabile giudizio, di non trascrivere frasi il cui contenuto sia offensivo e/o oltraggioso e/o non confacente al proprio stile).
Inoltre, per farti iniziare bene l’anno, ho pensato di aggiudicarlo semplicemente attraverso il criterio dell’offerta unica e libera, pensa al tempo, ai materiali, alla creatività… sei libero di offrire quanto ritieni possa valere tutto questo (la tiratura sarà evasa rispettando l’ordine cronologico di arrivo della prenotazione e non in base all’entità dell’offerta).
La spedizione avverrà entro massimo 10 giorni dalla richiesta (causa impegni di lavoro non preventivabili)

Le prenotazioni sono aperte attraverso la mail --->
mattaxisandali@hotmail.it

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categoria:mercatino
domenica, 05 novembre 2006

ORIGINE: Inventate dalla casa francese Dim (la stessa che ha inventato Wonderbra)
ANNO DI NASCITA: 1986 (Giro d'affari 318 milioni di euro nel 2005, quando si vendettero oltre 4 milioni di autoreggenti)
NOME DI NASCITA: Dim Up

CARATTERISTICHE SALIENTI: comode, prima di tutto, dalla loro nascita sono diventate il simbolo dell’eros femminile al posto del fastidioso collant (faticoso per gli uomini e costrittivo per le donne). Sono tubicini leggeri, con filato semplice oppure ricamato, che si fermano astutamente dove la coscia mostra tutto il suo carnoso orgoglio, sorrette da una banda elastica in silicone nascosta da una balza anch’essa lavorata con pizzi e trine o liscia.
MATERIALI: nylon, microfibra, lycra, lana misto elastico
COLORE: le più classiche sono nere ma esistono di ogni colore immaginabile, da quando le donne hanno preso l’abitudine di indossarle anche sotto l’abito da sposa sono bianche o avorio, la moda le ha condotte ogni anno verso il colore predominante della stagione e verso il disegno in tema con i tagli degli abiti.
FOGGIA: ne esistono infiniti modelli, lisci, in pizzo, con disegni, a rete, con la riga (di aspetto un po’ retrò), con o senza accessori e applicazioni.
ACCESSORI: ne esistono con fiocchetti e lacci ad esaltarne la civetteria, con piume, strass e pailettes a confermarne la sensualità
COME HA DECISO DI FESTEGGIARE IL SUO 20° COMPLEANNO: con un evento speciale a Parigi. Con lo slogan Riscoprite le vostre gambe, la Dim ha deciso di promuovere il marchio e il capo di lingerie con dei cofanetti dorati e argentati distribuiti nella Galerie Lafayette.
UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE: se non fossero state inventate difficilmente potrei portare gonne durante l’inverno perché i collant proprio non li “reggo”!

AUTOREGGENTI VS REGGICALZE: “Come se le femmine dell'ancien régime, generosissime col seno, tornassero da noi con un tesoro sotto la gonna, una parziale nudità che non è uno stop all'eccitamento ma una gioiosa riflessione ormonale prima di avventurarsi più in alto, là dove il pittore Gustave Courbet collocava l'«origine du monde». Sapore d'antico perché la Dim up ricorda il reggicalze (eh, la Sophia Loren di Ieri, oggi e domani!) che aveva l'involontario pregio di non coprire tutta la gamba. Ma quel capo che ricorda la guerra e il dopoguerra aveva i suoi svantaggi estetici: le calze erano tenute su da bottoncini che, intravedendosi sotto la gonna, parevano due capezzoli in zone errate.” (Panorama)
Su quest’ultimo punto il mio parere personale è che nonostante la scomodità rappresentata dall’intrico di elastici e bottoncini caratteristica del reggicalze, il reggicalze resti un indumento di grande seduzione proprio per questa sua “visibilità” che per un occhio attento si trasforma in invito, anche la scomodità è una caratteristica irrinunciabile in qualche occasione, ad ogni passo quell’elastico che si tende “tagliando” la pelle dei glutei è un continuo “ricordarci” che siamo donne portatrici di sensualità ed erotismo, chi ha mai indossato calze e reggicalze non potrà che confermarlo, ci si sente Donne con la D maiuscola ed osservate come se chiunque potesse vedere cosa c’è sotto la gonna.

GLI UOMINI COSA DICONO, AUTOREGGENTI O COLLANT? Si attendono commenti...


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categoria:nylon
mercoledì, 01 novembre 2006

Ogni feticista è attratto maggiormente da una caratteristica ben precisa del piede: dalla dimensione, dalla forma, dalle proporzioni, dalla fattezza delle dita, dalla forma e proporzione delle unghie, dall’inarcatura più o meno accentuata della pianta, dalla sua rugosità, dalla capacità di muoverlo sinuosamente…

Tra queste probabilmente spicca la caratteristica per eccellenza, caratteristica che molti, moltissimi feticisti del piede apprezzano come segno distintivo: il suo odore. In esso si cela l’identità di ogni individuo poiché... fisiologicamente personale… non duplicabile… intimo.

Ecco dunque svelata un’altra parte così privata di me.
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categoria:mercatino