SE, DOPO AVER LETTO QUESTO RACCONTO, MORIRAI DALLA VOGLIA DI POSSEDERE UN MIO PIEDE
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Una sera a cena a casa di amici conosco una coppia che ha un laboratorio artistico. Approfondendo la conversazione scopro che la loro principale attività è la riproduzione di parti umane in svariati materiali, compreso una fantomatica gomma con caratteristiche di un realismo assoluto. FOLGORAZIONE!: nel mio guardaroba un calco “reale” dei miei piedini ci starebbe troppo. Mi informo un po’ sulle procedure e sul costo, in un attimo decido che si fa. Prendiamo appuntamento per la domenica successiva.
Alle 8 in punto sto parcheggiando l’auto (il procedimento è piuttosto lungo e complesso, ci metteremo tutta la giornata). Nel varcare la porta del laboratorio mi sento pervadere da una strana emozione.
Mi fanno sedere su un tavolo in gelido marmo, mi offrono un caffé mentre con un metro da falegname prendono una serie di misure, calcolano volume, ingombro, profondità. Mi chiedono di assumere la posizione più naturale possibile in modo che io sia comoda (dovrò stare per un bel po’ immobile con il piede sospeso).
Mentre aspetto li vedo indaffarati come api operaie, lui monta il necessario, lei mi spiega quale sarà il procedimento e che tipo di risultato finale mi posso aspettare, mi mostra un piede in gomma che ha dettagli incredibili, si vedono perfino le impronte digitali! Sembra un laboratorio di alchimia, strane polveri, reagenti, solventi, attrezzi, colori dappertutto. La radio accesa in sottofondo mi culla in questa insolita esperienza, mi colpisce il ritornello di una canzone di Jovanotti (Storia d’amore) “guarderò da giù il grattacielo dei tuoi tacchi mozzafiato e ti domanderai se anche stavolta sono io quello sbagliato e faremo l'amore…”.
Mentre la mia fantasia viaggia sulle note, sento lei che mi agguanta il piede e me lo posiziona in uno strano contenitore “Ora stai immobile finché non senti che il composto solidifica, nel frattempo noi faremo uno show di intrattenimento per non farti annoiare!”. Sono simpatici questi due, mi hanno fatto sentire subito a mio agio. La giornata passa veloce, verso le due mi portano un panino come si portano le arance ai carcerati (ma senza la lima per scappare). Poco prima di cena, divertita, infreddolita e impaziente, me ne torno a casa pensando che non mi riuscirà di dormire finché non avrò il visto il risultato finale.
Un paio di giorni dopo passo dal laboratorio come da accordi per ritirare il calco del mio piede destro. A loro è piaciuto così tanto che mi hanno chiesto di poter conservare il negativo e produrre copie del mio piede in gomma, dicendomi che un piede “espressivo” come il mio sarebbe stato molto richiesto; il pensiero che qualcuno possa aver acquistato I MIEI PIEDI e che se li tenga disinvoltamente sulla scrivania, magari come ferma carte, mi intriga un sacco!!!
se ti sei incuriosito contatta il laboratorio: realhands-feet@libero.it
…a proposito: anche il calco in gesso è perfetto, guarda qui sotto quello in gomma del colore della pelle…
